Il dono di sé – Venerdì XVIII del T.O.

fidatiQuella a cui Gesù accetta di sottomettersi è una passione ingiusta per mano di uomini. Ma senza di essa lo svelamento di Dio come amore sarebbe rimasto incompiuto.

Pietro, tuttavia, figlio com’è del nazionalismo religioso, ha in testa un altro modello, un modello vincente. L’immagine di un Messia mite, umile, che non s’impone, ma propone, lo turba al punto da contestare Gesù a quattr’occhi. E allora, persino un papa può diventare satana, chiunque di noi può esserlo se di Gesù e della Chiesa abbiamo un modello vincente.

Così diverso è il modello adottato da Gesù. Il rifiuto della violenza e della forza, il dono di sé non sono solo la scelta operata quando morirà sulla croce. No, è la scelta costante di tutta la vita.

A questo punto Gesù ci introduce in una ulteriore rivelazione. Stare con lui vuol dire rinnegare se stessi, prendere la propria croce e seguirlo. Discepolo è chi ama Gesù e il suo vangelo da vivere unicamente per questo, radicalmente liberato dalla preoccupazione di sé (rinnegamento), liberato dalla paura del patire (prendere la croce) e dal perdere la vita. Discepolo è chi vive nella consapevolezza che la vita si guadagna donandola, si ottiene spendendola, si conquista affidandola.

Quale croce siamo chiamati ad assumere oggi? La croce di continuare a credere nel regno di Dio e di annunciarlo anche quando attorno a noi non se ne vedono i segni e c’è chi ci domanda: “Dov’è il tuo Dio?”; la croce di non aver vergogna del vangelo quando vediamo che il perdere la vita, oggi è considerato una proposta senza senso; la croce di parlare di fraternità mentre le divisioni sono ancora la struttura portante della nostra società. Solo portando queste croci noi pronunciamo il nome di Cristo senza tradirlo.

Cristo non è uno che capisco, ma uno che mi attrae. Cristo non è uno che conosco, ma uno che mi afferra. “Capire” Gesù può essere anche facile, ma “com-prenderlo” nel senso originario di prendere, afferrare, stringere e infine possedere il suo segreto, è possibile solo se la sua vita mi ha ’preso’ e pongo i miei passi sui suoi passi, rinnovo le sue scelte, preferisco coloro che lui preferiva, spendo la vita per qualcosa che conti più dei miei interessi. E saprò di Cristo solo ciò che di Lui ho vissuto.

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Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 16,24-28

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».

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