La tua mano è il mio sostegno – 17 maggio – Preghiera personale e familiare

SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

17  maggio 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto, ospite dolce dell’anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.

O luce beatissima, invadi nell’intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza, nulla è nell’uomo, nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò ch’è sviato.

Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen

Preghiamo

Dio onnipotente, fa’ che viviamo con rinnovato impegno
questi giorni di letizia in onore del Cristo risorto,
per testimoniare nelle opere il memoriale della Pasqua
che celebriamo nella fede.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

____________

Sal 65

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.

Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».

Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.
Egli cambiò il mare in terraferma; passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia.
Con la sua forza domina in eterno.

Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia.

___________

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

___________

Se lo ami

Stava per andarsene. Era l’ultima sera con i suoi: sui loro volti era tangibile un senso di smarrimento. Tante le cose che lasciavano presagire che qualcosa di irreparabile stava per accadere così da segnare marcatamente il rapporto tra il Maestro e i discepoli. Sulle labbra di Gesù parole che palesano come sino alla fine egli abbia avuto attenzione per la loro vicenda più che per la sua: “Non vi lascerò orfani… ancora un poco… vado e tornerò da voi…”. I suoi e il Padre la sua ragione di vita e, perciò, la sua ragione di morte. Essi prima di ogni altra cosa. Giovanni lo aveva detto qualche battuta prima: “avendo amato i suoi che erano nel mondo li amò sino alla fine”.

Se mai avessero avuto qualche dubbio circa le reali intenzioni del Maestro verso di loro, già le parole consegnate a noi oggi, suonano come controprova che per niente al mondo li avrebbe barattati, tanto è vero che quando di lì a poco verranno a prenderlo non potrà non ribadire: “Lasciate stare loro, prendete me”. L’amore è così: quando ami, l’altro viene prima di te stesso, ragione di vita, ragione di morte.

Mentre se ne va, per la prima volta fa appello all’amore per lui: “Se mi amate…”. Già quel “se” è tutto un programma, come a dire: non sei obbligato, se vuoi, se te la senti. Quel “se” è la chiave di comprensione di gesti che altrimenti suonerebbero follia. Se non ami, infatti, perché fare un passo per primo? Se non ami, perché ricominciare?

Quale paradosso! L’unico che potrebbe pretendere non lo fa, il solo che avrebbe mille ragioni per essere riconosciuto per quello che è realmente, non imbocca mai la strada dell’evidenza o della costrizione. Dio alla porta: quando mai? E, invece, proprio così: l’unico suo desiderio è stare accanto a colui che ama. Eppure mai violerà l’uscio del tuo cuore: dovrai riconoscere i colpi del suo bussare confusi tra mille.

“Se mi amate osserverete i miei comandamenti”.

Se lo ami è perché hai sentito il tuo cuore vibrare in un modo come non era mai accaduto prima.

Se lo ami, è solo perché hai riconosciuto e accolto il suo amore per te. “Non siamo stati noi ad amare Dio ma è lui che ha amato noi”.

Se lo ami, ti ritrovi a guardare ogni cosa come la guarda Dio, riuscendo ad integrare persino gli aspetti più contraddittori.

Se lo ami, la tua vita non diventerà mai un fardello di cui liberarti ma un tramite mediante il quale diffondere benedizione e luce.

Se lo ami, l’altro non è mai un estraneo ma uno verso il quale muovi i tuoi passi con solerzia e con fiducia.

Se lo ami, la vita non è mai ridotta a una fanciullesca competizione tra vincitori e vinti ma diventa occasione per portare gli uni i pesi degli altri.

Se lo ami, la tua porta sarà sempre spalancata a memoria del cuore del Padre pronto ad accogliere il figlio prodigo che dovesse decidere di far ritorno a casa.

Se lo ami, nessuno si sentirà messo alle strette nel tuo cuore.

Se lo ami, le tue relazioni saranno improntate secondo uno stile di rispetto, di dolcezza, di mitezza.

Se lo ami, sarai capace di benedire persino chi usa verso di te parole e gesti di maledizione.

Se lo ami, di ogni cosa ti sentirai responsabile e di ogni persona ti scoprirai custode.

Se lo ami, ti ritroverai a considerare l’altro superiore a te stesso proprio come ha fatto lui, il Signore e Maestro durante la lavanda dei piedi.

Se lo ami, chi vede te vedrà qualcosa del riflesso di lui proprio come chi vedendo il Figlio in lui riconosceva il Padre stesso all’opera.

Se lo ami, persino la notte del dolore sarà attraversata con la serena fiducia che la tua vita è custodita dalle mani di uno da cui nulla e nessuno potrà mai strapparti.

Se lo ami, persino la morte da nemica si trasformerà in sorella.

Se lo ami, diventerai come lui: un figlio che somiglia tutto a suo padre.

Se lo ami, per la forza e l’azione del suo Spirito, tu sarai prolungamento dei suoi gesti ed eco delle sue parole in mezzo ai fratelli.

(don Antonio Savone)

__________

Riflessione mariana

(facoltativa)

17 maggio

Mettere insieme i frammenti

Suona irriverente accostare Maria di Nazaret secondo i canoni di ciò che immediatamente non attira attenzione! Abbiamo sempre avuto bisogno di rivestirla dei tratti della eccezionalità concludendo che, in fondo, tutto per lei dovesse essere facile, proprio perché preservata dal contagio della colpa. Come se non conoscere l’ombra del male significasse esenzione dall’assumere gli ordinari processi di maturazione e comprensione propri di ogni uomo.

Come se fosse facile ad una creatura provare ad uscire dall’angustia del suo modo di pensare – lei, giovane ragazza di un paese mai nominato prima nella Scrittura – per ospitare la larghezza degli orizzonti di Dio. Cosa poteva sapere una ragazza di un villaggio da cui non può venire nulla di buono, di ciò che Dio intendesse concepire proprio attraverso di lei? E lei lì a provare a mettere insieme (è il senso del verbo meditare) frammenti che sembrano così distanti. Eppure è proprio l’arte che a noi insegna Santa Maria: mettere insieme frammenti senza la pretesa di una lettura e di una comprensione immediate.

Chissà quante volte avrà ascoltato quel passaggio della Genesi che annuncia il possibile riscatto dell’umanità grazie ad una vergine capace di fronteggiare il male, ma di certo, prima dell’incontro con l’angelo, non lo avrà applicato a lei. Chissà quante volte avrà sentito risuonare che la vergine avrebbe dovuto chiamare quel figlio Emmanuele, Dio-con-noi. E penso a tanto nostro ascoltare la Parola di Dio e a come non pensiamo si possa trattare proprio di noi. Noi chiamati a raccontare ancora un Dio che vuol camminare accanto all’uomo.

Sembrava non parlare più il Dio dei suoi padri e invece stava interpellando proprio lei. Anche in questi giorni sembra tacere e forse, invece, sta interpellando proprio me. Ma davvero? Non a caso il vangelo riporta sì l’emozione perché Dio aveva posato proprio su di lei il suo sguardo, ma non tace il turbamento che nasce dalla difficoltà a tenere insieme i pensieri di Dio e i nostri pensieri, il turbamento per la sproporzione, quello stesso che prende anche noi quando vorremmo ospitare il sogno di Dio nel grembo della nostra vita, ma tutto ci sembra sterile e vano. E tra lo stupore e il rammarico facciamo nostra la stessa confessione degli apostoli: ma cos’è questo per tanta gente?

Quanti dei sogni di Dio sono rinviati solo per il disincanto e per un certo atteggiamento di sufficienza con cui li accostiamo! Quanti dei pensieri di Dio sono rimandati solo perché non secondo la nostra misura! Accade a noi quello che accadde ai parenti di Gesù quando – proprio perché fuori dalla loro misura – andarono a prenderlo perché ritenuto fuori di sé.

Quel giorno, nel segreto della casa di Nazaret, la prima cosa con cui dovette fare i conti Maria, fu proprio la diversità tra i nostri pensieri e quelli di Dio. Quando tutto sembrava irrimediabilmente perduto Dio rimodellava la storia dell’umanità secondo un progetto di bene. E questo non già attraverso il gonfiore sterile di logiche arroganti ma attraverso il gonfiore tenero di una vita, la sua, attraverso il gonfiore di chi prova a mettere a dimora un seme per il tempo necessario allo spuntare del germoglio. E non sembra anche oggi tutto irrimediabilmente perduto mentre volentieri sogneremmo soluzioni magiche? Eppure, che cos’è il dono di ogni nuovo giorno se non la riconsegna che Dio fa a noi di quel desiderio di rimodellare la storia?

L’angelo che pure le aveva annunciato parole alte, non le aveva risparmiato il tempo che occorre a ogni donna per dare alla luce un figlio: nove mesi.

Cos’è che le chiedeva l’angelo se non provare a dare un grembo ai pensieri di Dio accompagnandone la gestazione? L’angelo le aveva confidato essere intenzione di Dio  riprendere nelle sue mani il vaso incrinato della storia e per questo le chiedeva la sua disponibilità che non tardò ad arrivare anche se non in maniera passiva o arresa. L’angelo le aveva confidato che la storia poteva ripartire proprio grazie a lei. Forse comprendiamo di più perché un giorno, alle nozze di Cana, poté dire ai servi: qualunque cosa vi dica, fatela! Era qualcosa che conosceva sulla sua pelle e lo sperimenterà ancora alla fine, quando, ancora una volta, le sarà chiesto di farsi grembo mentre le verrà consegnato un altro figlio. Lei avrebbe fatto qualunque cosa il Figlio le avesse chiesto.

Maria è lì ad attestare che la vita cambia se qualcuno osa ospitare nel grembo della sua storia i pensieri di Dio. Quelli più impossibili.

(don Antonio Savone)

Professione di fede

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Invocazioni

Il Signore conosce le nostre necessità e i nostri bisogni e non smette di mostrarci il suo amore provvidente. Insieme lo preghiamo:

Dona il tuo Spirito, Signore.

Sostieni papa Francesco, il nostro vescovo e tutti coloro che annunciano il tuo Vangelo con le parole e con la vita.

Illumina i capi di governo e chi ha la responsabilità di decisioni importanti per il bene di tutti.

Dona consolazione a quanti si sentono soli ed emarginati.

Riscalda il nostro cuore, perché non ci dimentichiamo di chi è nella necessità.

Rafforza i vincoli di unione nelle famiglie e nelle nostre comunità cristiane.

Gesù prega per noi il Padre, perché possiamo comprendere sempre di più la grandezza del suo amore. Ci uniamo alla sua preghiera e insieme diciamo:

Padre nostro, che sei nei cieli…

O Dio, che ci hai redenti nel Cristo tuo Figlio

messo a morte per i nostri peccati e risuscitato alla vita immortale,

confermaci con il tuo Spirito di verità,

perché nella gioia che viene da te

siamo pronti a rispondere a chiunque ci domandi ragione della speranza che è in noi.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

_______

Preghiera a Maria

Madre della Bellezza, Regina del nostro popolo,

non c’è su tutta la terra una creatura simile a te,

per la bellezza del tuo volto e la saggezza delle tue parole.

Tu sei la vera opera d’arte che Dio ha potuto realizzare mediante il tuo sì ubbidiente.

Tu sei l’icona della Bellezza che è splendore della Bontà e della Verità.

Consola la debolezza degli anziani e degli infermi,

accompagna la fatica di chi è provato da questa grave emergenza sanitaria,

custodisci l’innocenza dei nostri ragazzi,

rendi tenace la speranza dei giovani,

tieni sempre acceso l’amore nelle nostre famiglie,

asciuga le lacrime delle coppie ferite,

illumina i passi dei genitori smarriti.

Purifica gli occhi dei Pastori con il collirio della memoria

che può rinverdire il sì degli inizi

e suscita la disponibilità di tanti giovani che, sul tuo esempio,

spendano la loro vita a servizio dei fratelli.

Rendi i responsabili della cosa pubblica capaci di operare con bontà e dedizione.

Insegnaci a custodire l’umiltà del cuore

perché siamo in grado di pronunciare parole vere.

Intercedi presso tuo Figlio

perché siano agili le nostre mani, affrettati i nostri passi e saldi i nostri cuori.

Amen.

Regina Coeli

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia.

Prega il Signore per noi, alleluia.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen.