La tua mano è il mio sostegno – 28 aprile – Preghiera personale e familiare

SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

28 aprile 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Ed è apparso ai discepoli, alleluia.

Preghiamo

O Dio, che apri la porta del tuo regno agli uomini
rinati dall’acqua e dallo Spirito Santo, accresci in noi
la grazia del Battesimo, perché liberi da ogni colpa
possiamo ereditare i beni da te promessi.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

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Sal 30

Sii per me, Signore, una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Io confido nel Signore.
Esulterò e gioirò per la tua grazia.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Benedetto il Signore,
che per me ha fatto meraviglie di grazia.

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Dal Vangelo secondo Giovanni (6,30-35)

In quel tempo, la folla disse a Gesù: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: “Diede loro da mangiare un pane dal cielo”».

Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».

Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».

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Fidarsi

Quale segno tu fai perché possiamo fidarci?

Ecco qui la pretesa di fondare la propria fede sulla base di prodigi straordinari. Ma per chi sta nella vita con l’animo chiuso non c’è segno che tenga se non è bastato il segno di aver sfamato una folla di cinquemila persone con cinque pani e due pesci. Per quella folla non erano abbastanza neanche le dodici ceste avanzate. Il problema, infatti, non è il segno in sé ma la mia capacità di fidarmi lasciando parlare la vita, gli eventi, le persone, le situazioni. È vero: siamo a contatto con Dio molto più spesso di quanto crediamo ma non è scontato accorgercene. Non era forse accaduto così a quella folla? Per chi sta nella vita con animo grato e non con un cuore asservito, tutto parla, tutto è segno: dallo sguardo di una persona a una parola detta con tono mite, dal gesto di tenerezza a una intuizione che attraversa il tuo cuore. Perché anche così Dio sta saziando la tua fame. Beato te se non ti scandalizzi della fragilità del segno!

Ripenso così ai tanti segni disseminati con liberalità dal Signore nella mia esistenza. E ripenso al mio essere testardo e incirconciso nel cuore e nelle orecchie, sempre pronto a opporre resistenza allo Spirito, per usare le parole di Stefano riportate dalla pagina di Atti.

Signore, dacci sempre di questo pane… Io sono il pane della vita.

Non abbiamo bisogno di qualcosa che soddisfi la nostra fame, ma di qualcuno. Non c’è realtà che ci soddisfi, non c’è affetto che ci appaghi. Tutto attorno a noi ci attesta: Accontentati. Ma il nostro cuore è molto più largo per potersi rassegnare ad accontentarsi. È fatto per altro. Sant’Agostino dirà: è fatto per Te ed è inquieto finché non riposa in Te. Abbiamo fame di un altro pane che indica amore, senso, libertà, coraggio, pace, forza. Questo pane è il Signore Gesù, il pane della vita.

A quella folla Gesù aveva indicato la strada della condivisione, del non trattenere nulla per sé. E oggi si spinge più oltre: sono io il pane di vita. Lui si fa pane per la fame di un popolo. E l’invito è non a dare qualcosa di sé ma a dare se stessi. Invito a sottrarsi alla categoria della dipendenza per entrare nella logica del dono reciproco.

Pane di vita per altri: solo questo fa gustare già qualcosa del regno che Gesù è venuto a inaugurare. Questo è uno stile eucaristico di vita: certo, segno piccolo, fragile, povero. Sulla linea del vangelo. Segno non scontato. E, infatti, risuona puntuale l’invito a credere. Credere che Dio abbia scelto il segno Gesù per manifestarsi. Credere che Dio abbia scelto me, ciascuno di noi per saziare la fame di quanti la vita ci mette accanto. Credere che qualcosa possa cambiare nella misura in cui qualcuno inizia a decentrarsi, proprio secondo lo stile del Maestro.

(don Antonio Savone)

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Preghiera nel tempo della prova

Signore, Padre Santo,

tu che nulla disprezzi di quanto hai creato

e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,

guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.

Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.

Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.

Allontana da noi ogni male.

Se tu sei con noi chi sarà contro di noi?

In ogni avversità noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.

Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore.

Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:

illumina i ricercatori, dà forza a quanti si prendono cura dei malati,

concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.

Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,

allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.

Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù,

passiamo in mezzo ai fratelli sanando le ferite e promuovendo il bene.

Intercedano per noi Maria nostra Madre

e tutti i Santi i quali non hanno mai smarrito la certezza

che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.

Amen.

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Regina Coeli

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia.

Prega il Signore per noi, alleluia.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen.