La tua mano è il mio sostegno -27 aprile – Preghiera personale e familiare

SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

27 aprile 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Ed è apparso ai discepoli, alleluia.

Preghiamo

O Dio, che manifesti agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

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Sal 118

Anche se i potenti siedono e mi calunniano,
il tuo servo medita i tuoi decreti.
I tuoi insegnamenti sono la mia delizia:
sono essi i miei consiglieri.

Ti ho manifestato le mie vie e tu mi hai risposto;
insegnami i tuoi decreti.
Fammi conoscere la via dei tuoi precetti
e mediterò le tue meraviglie.

Tieni lontana da me la via della menzogna,
donami la grazia della tua legge.
Ho scelto la via della fedeltà,
mi sono proposto i tuoi giudizi.

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Dal Vangelo secondo Giovanni (6,22-29)

Il giorno dopo, la folla, rimasta dall’altra parte del mare, vide che c’era soltanto una barca e che Gesù non era salito con i suoi discepoli sulla barca, ma i suoi discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano giunte da Tiberìade, vicino al luogo dove avevano mangiato il pane, dopo che il Signore aveva reso grazie.

Quando dunque la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbì, quando sei venuto qua?».

Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell’uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo».

Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l’opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato».

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La sazietà che non nutre

Dar ragione dei propri passi e purificare le nostre domande…

Ecco dove ci conduce questa liturgia: a chiederci cosa cerchiamo quando ci mettiamo alla ricerca del Signore. Di che cosa ho veramente bisogno?

C’è una folla che va dietro a Gesù perché è stata saziata. Dà sicurezza un uomo che dice: prendi, mangia! Quante volte ci ha sedotto il miraggio di chi potesse finalmente assicurare approvvigionamento, dispensandoci dalla fatica di dover procurare da noi il necessario!

La folla è incapace di sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda di Gesù. Essa continua a inseguire qualcosa che plachi il suo bisogno. È incapace di dare un nome a quella fame più profonda che porta dentro e perciò non riesce a individuare un pane adeguato. Per questo faticherà a compiere il passaggio che Gesù le proporrà: non sarà in grado di passare dal ricercare Gesù per aver visto ciò che egli aveva fatto nei confronti dei malati, alla fede di chi decide di restare solo perché riconosce che la sua parola è parola di vita vera; non riuscirà a passare dal bisogno di mangiare a quello di stabilire un rapporto personale con Gesù. Non a caso la maggior parte di coloro che si erano messi sulle tracce di Gesù, indietreggerà. Resisterà ad essere messa in discussione.

È l’equivoco di sempre: l’uomo è alla ricerca di Dio perché in fondo pensa che sia una facile assicurazione sulla vita. Dio utilizzato in vista dei propri scopi; ma il pane di Dio ti mette in guardia dalla sazietà. È un pericolo su cui vigilare quello di mettere anche Dio, anche la religione, anche le relazioni, anche le cose che facciamo, a servizio della sazietà, direi, a servizio del proprio ben-essere.

La gente ci aveva preso gusto, dominata com’era dalla logica del “che me ne viene?”. L’approccio al reale è mediato da una lettura superficiale come testimonia la domanda posta a Gesù: “quando sei venuto qua?”. Non riesce a porsi la domanda sul perché. E Gesù non tarda a manifestare il suo disagio e a smascherare le vere motivazioni di quella traversata: “Voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati”.

Comincia così un vero e proprio percorso educativo che il Signore non cessa di farci compiere. Il fraintendimento della folla non rappresenta un ostacolo per lui. Anzi, è piuttosto l’occasione perché essa approdi a un nuovo modo di guardare le cose, se acconsentirà a non fermarsi al bisogno e accetterà di leggere quel pane di cui si è saziata, come segno di qualcos’altro. C’è un oltre da riconoscere, dice il Signore: la vita non può essere ridotta a un cibo da mettere in bocca. La bocca non basta per esprimere il valore reale delle cose: è uno stadio regressivo fermarsi alla dimensione orale dell’esistere. È il bambino che tutto misura portando alla bocca, ma non l’adulto.

Per l’adulto, infatti, il pane ha una forte valenza simbolica. Nutrirsi di esso significa che nessuno di noi è in grado di assicurarsi la sussistenza da solo: essa è assicurata soltanto da qualcosa di esterno a noi. Non è forse così sin dai primi vagiti? Essere nutriti ci assicura dell’essere amati. E perché essere grati se non per la consapevolezza che io devo tutto di me ad un altro? Perché l’Eucaristia se non per dire grazie per la vita a noi partecipata mediante la morte e risurrezione di Gesù?

Gesù insiste: procuratevi un cibo che non perisce… Non basta placare i morsi della fame. Il problema, sostiene Gesù, è individuare il pane vero e lasciarsi trasformare da esso. Finché a dominarci sarà la logica vorace del possesso, non ci sarà pane che potrà saziarci fino in fondo. In guardia, perciò, dal leggere la vita soltanto come una spasmodica soddisfazione dei propri bisogni. È un atteggiamento mortifero, senza uscita. Quante esistenze sazie ma spente, morte!

La nostra fame vera, infatti, sarà saziata solo quando all’accaparramento saremo in grado di sostituire la logica del dono e dell’offerta di sé. Ciò che dura in eterno non è quanto finalmente sarai riuscito a cristallizzare come tuo, ma quanto sarai stato capace di condividere nell’amore. Perché mai Gesù aveva messo alla prova i discepoli se non perché imparassero a non trattenere nulla di sé? “Nulla di voi trattenete per voi affinché totalmente vi accolga colui che totalmente a voi si dona”, dirà Francesco di Assisi.

(don Antonio Savone)

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Preghiera nel tempo della prova

Signore, Padre Santo,

tu che nulla disprezzi di quanto hai creato

e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,

guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.

Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.

Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.

Allontana da noi ogni male.

Se tu sei con noi chi sarà contro di noi?

In ogni avversità noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.

Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore.

Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:

illumina i ricercatori, dà forza a quanti si prendono cura dei malati,

concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.

Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,

allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.

Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù,

passiamo in mezzo ai fratelli sanando le ferite e promuovendo il bene.

Intercedano per noi Maria nostra Madre

e tutti i Santi i quali non hanno mai smarrito la certezza

che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.

Amen.

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Regina Coeli

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia.

Prega il Signore per noi, alleluia.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen.