La tua mano è il mio sostegno – 25 aprile – Preghiera personale e familiare

SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

25 aprile 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Ed è apparso ai discepoli, alleluia.

Preghiamo

O Dio, che hai glorificato il tuo evangelista Marco
con il dono della predicazione apostolica,
fa’ che, alla scuola del Vangelo, impariamo anche noi
a seguire fedelmente il Cristo Signore.

Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

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Sal 88

Canterò in eterno l’amore del Signore,
di generazione in generazione
farò conoscere con la mia bocca la tua fedeltà,
perché ho detto: «È un amore edificato per sempre;
nel cielo rendi stabile la tua fedeltà».

I cieli cantano le tue meraviglie, Signore,
la tua fedeltà nell’assemblea dei santi.
Chi sulle nubi è uguale al Signore,
chi è simile al Signore tra i figli degli dèi?

Beato il popolo che ti sa acclamare:
camminerà, Signore, alla luce del tuo volto;
esulta tutto il giorno nel tuo nome,
si esalta nella tua giustizia.

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Dal Vangelo secondo Marco (16,15-20)

In quel tempo, [Gesù apparve agli Undici] e disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio.
Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano.

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Dio si affida a te

Il seminatore uscì a seminare… Così, un giorno, Gesù aveva raccontato del mistero dell’incarnazione, come dell’uscire di Dio che, fiduciosamente, ha sparso il buon seme della sua parola nei terreni i più impensabili. Lo aveva fatto animato da grande speranza e fiducia.

Ora, mentre sta per far ritorno al Padre, non viene meno a questo suo stile e, perciò, affida il compito a chi aveva condiviso con lui la stessa passione per le cose di Dio, per il suo regno. Gli affida il Vangelo, il compimento del quale è proprio la possibilità di raggiungere il cielo in modo permanente.

Stupisce non poco che Gesù non venga meno a un atteggiamento di fiducia verso i discepoli. Avrebbe avuto tutti i motivi per non farlo (gli eventi appena trascorsi ne davano conferma abbondante), ma proprio dopo averli rimproverati per la loro fatica a credere (cfr. Mc 16,14), Gesù li abilita a diventare portatori a ogni creatura di quella esperienza di luce e di grazia che aveva cambiato la loro esistenza. Non solo: essi sarebbero stati il prolungamento della sua presenza. Quello che avrebbero detto e quello che avrebbero compiuto, era chiamato ad esprimere ciò che avrebbe detto e compiuto lo stesso Signore Gesù.

Noi, il prolungamento della stessa opera di Gesù. Quale fiducia! Quale responsabilità! Se solo provassimo a gustare di più la certezza che Dio ha fiducia in noi, forse anche questa stagione che porta tutti i tratti di una via senza sbocco, la attraverseremmo con la consapevolezza serena che qui c’è in gioco anche dell’altro. C’è in gioco la certezza di un Signore che opera insieme con noi. Per questo i credenti pur registrando come tutti la contraddittorietà delle situazioni non indulgono mai ad un atteggiamento rassegnato: c’è un vangelo anche per le contraddizioni del vivere umano.

Certo, siamo sufficientemente adulti per misurare che, se il compito affidatoci dal Signore Gesù è di una certa portata, impari è la misura della nostra fragile fede e, perciò, volentieri indulgeremmo verso la rassegnazione e il ripiegamento. Tuttavia, quel giorno, proprio mentre fisicamente si allontanava da loro, Gesù prometteva ai discepoli: Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono. La trovo una sottolineatura non da poco. Abbiamo sempre pensato che i segni cui Gesù fa riferimento siano attinenti a quelli che annunciano, quasi che l’essere abilitati all’annuncio porti con sé quelle conferme. E invece no. Quei segni accompagnano chi crede.

Chi crede è in grado di scacciare demoni non già per un esorcismo, anzitutto, quanto per la capacità di riconoscere ciò che impedisce all’uomo di essere se stesso. Scacciare i demoni significa non prostrarsi dinanzi ad alcun idolo, sia esso il potere, il denaro, la smania di protagonismo o il possesso delle persone. Scacciare i demoni vuol dire riconoscere e stanare tutto ciò che disgrega, divide, separa.

Chi crede è capace di un linguaggio nuovo, il linguaggio di chi tiene fede alla parola data senza mai ricorrere alla menzogna. Il linguaggio nuovo è quello di chi, pur riconoscendo la crudezza di tante situazioni, non smette di indicare l’oltre di quelle situazioni, non perde mai il senso di quello che sta vivendo. Chi crede è capace di tessere una rete di relazioni e di comunione che va oltre la differenza dei linguaggi umani. Il linguaggio nuovo è quello della mitezza e dell’umiltà senza mai ripiegare verso l’istintività o l’aggressività.

Chi crede può prendere in mano serpenti e, per aver riposto la sua fiducia in Dio, la sua preoccupazione è quella soltanto di compiere il bene pur in situazioni che dovessero contestarlo. Il veleno della cattiveria o quello derivante da altri pericoli non intaccherà la sua fiducia in Dio. Chi crede, sempre vince il male con il bene senza far mai ricorso ad altri mezzi.

Chi crede è preoccupato che chiunque possa essere sollevato nel suo soffrire, proprio come Gesù che “passò sanando e beneficando tutti”. Imparare a partecipare al dolore degli altri provando a uscire dai nostri egoismi.

Chi crede, sa che in un mondo di serpenti e veleni nuovi demoni, è chiamato a ridare speranza, a non smettere di esprimere segni della propria presenza continuata in mezzo agli uomini. È questo stare nella compagnia degli uomini che dirà se siamo degni di stare nella compagnia di Dio.

Chi crede, sa di poter andare dappertutto, fino ai confini del pensabile, ponendo segni che raccontano la grande lotta che è sempre di nuovo da ingaggiare contro il male dell’indifferenza.

(don Antonio Savone)

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Preghiera nel tempo della prova

Signore, Padre Santo,

tu che nulla disprezzi di quanto hai creato

e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,

guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.

Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.

Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.

Allontana da noi ogni male.

Se tu sei con noi chi sarà contro di noi?

In ogni avversità noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.

Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore.

Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:

illumina i ricercatori, dà forza a quanti si prendono cura dei malati,

concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.

Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,

allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.

Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù,

passiamo in mezzo ai fratelli sanando le ferite e promuovendo il bene.

Intercedano per noi Maria nostra Madre

e tutti i Santi i quali non hanno mai smarrito la certezza

che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.

Amen.

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Regina Coeli

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia.

Prega il Signore per noi, alleluia.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen.