La tua mano è il mio sostegno -24 aprile – Preghiera personale e familiare

SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

24 aprile 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Ed è apparso ai discepoli, alleluia.

Preghiamo

Padre misericordioso,
che hai voluto che il tuo Figlio
subisse per noi il supplizio della croce
per liberarci dal potere del nemico,
donaci di giungere alla gloria della risurrezione.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

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Sal 26

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore.

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Dal Vangelo secondo Giovanni (6,1-15)

In quel tempo, Gesù passò all’altra riva del mare di Galilea, cioè di Tiberìade, e lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesù, alzàti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: «Dove potremo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?». Diceva così per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: «Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo».

Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: «C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?». Rispose Gesù: «Fateli sedere». C’era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: «Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto». Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: «Questi è davvero il profeta, colui che viene nel mondo!». Ma Gesù, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte, lui da solo.

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Appartenere

La domanda ha fatto da inclusione a questa II settimana di Pasqua. Quella di Nicodemo, anzitutto, domanda nella notte: Come può un uomo nascere quando è vecchio? Domanda che racchiude ed esprime la nostra personale e comunitaria consapevolezza di impossibilità nella notte che stiamo attraversando: come possiamo nascere quando portiamo i segni evidenti di una vita impedita da cause naturali o personali?

Poi quella di Gesù a Filippo: Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?  che traduce ancora la nostra confessione di essere a corto di risorse per far fronte all’attuale stagione provinciale, ecclesiale, sociale. Come se non bastasse, alla domanda di Gesù fa eco ancora una domanda, quella di Andrea: ma che cos’è questo per tanta gente? Meglio rassegnarsi, suggerirebbe lo scetticismo di Andrea. Atteggiamento che ben conosciamo e che a lungo, probabilmente, abbiamo frequentato.

L’impasse della domanda e della constatazione scettica si supera – ripete a noi il Vangelo – attraverso un nuovo modo di stare a contatto con la realtà: come il ragazzo, anzitutto. È attraverso il gesto del ragazzo che il Signore può continuare la rivelazione di quell’amore di cui ci ha narrato nella notte di Nicodemo: ha tanto amato il mondo da dare. La generosità di Dio ha bisogno, per rivelarsi, della collaborazione di un ragazzo. Una miseria, a ben guardare: cinque pani d’orzo (pane dei poveri, roba da animali) e due pesci. Ma Gesù li chiede e se ne serve, per far comprendere che il senso ultimo del gesto che egli sta per compiere sta nel fatto che ciascuno metta a disposizione quello che ha: solo da qui nasce la vera comunione.

È su questa disponibilità che Gesù mette alla prova i suoi. È su questa disponibilità che mette alla prova noi. Nessuna moltiplicazione: il pane non si moltiplica. Lo si può spezzare, condividere e distribuire. Non c’è nulla di comprato. All’origine di tutto soltanto un dono. A salvarci non è un gesto magico o strategico, ma quello umile e familiare del non trattenere. Sappiamo che questo segno non verrà capito, susciterà una vera e propria crisi a fronte della quale molti prenderanno altre strade.

La confessione della propria impossibilità è solo un primo momento, sincero, certo, ma non vero. Infatti, a ben guardare ci sono cinque pani e due pesci. A guardare la nostra vita il dato di realtà parla in un certo modo. Ma questa non è l’unica lettura: c’è ancora qualcuno che dispone di cinque pani d’orzo e due pesci. Occorre comunque un Andrea che li individui, li riconosca e li porti alla luce.

Non è scontato che quel ragazzo li abbia dati: tutti, in un frangente come quello, potremmo pensare che è meglio tenere stretto il poco di cui disponiamo perché il contrario sarebbe comunque inutile. Con tutta quella folla il poco e il niente si equivalgono. Non così per Gesù.

Quel ragazzo è figura di Gesù che si è lasciato espropriare. San Francesco ripeterà: nulla di voi trattenete per voi… Lasciarsi prendere quello che abbiamo e quello che siamo.

Quel ragazzo ci insegna una conversione permanente, mai conclusa: dalla difesa ostinata del proprium al dono, dall’accaparramento alla condivisione, dal pensare alla propria personale sopravvivenza all’avere a cuore il bisogno dell’altro. Quando persino i poveri condividono, la solidarietà esprime tutta la sua capacità di trasformazione.

C’è ancora una figura che oggi riparte con noi, Gamaliele. Figura dalle vedute non anguste. Uomo capace di rileggere la storia e di non fermarsi al mero succedere degli eventi. Vedere oltre, di questo ci è testimone Gamaliele. Figura di chi  non riduce tutto alla sua angusta misura. Quel lasciateli andare non è espressione di menefreghismo ma di chi permette che l’altro sia.

Ciò che eccede alla nostra comprensione (il momento storico che stiamo vivendo è senz’altro nell’ordine di una eccedenza che ci vede impari), infatti, non necessariamente dobbiamo vederlo come una smentita ma come un invito per un diverso modo di stare a contatto con la vita: non ci accada di trovarci a combattere contro Dio.

(don Antonio Savone)

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Preghiera nel tempo della prova

Signore, Padre Santo,

tu che nulla disprezzi di quanto hai creato

e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,

guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.

Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.

Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.

Allontana da noi ogni male.

Se tu sei con noi chi sarà contro di noi?

In ogni avversità noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.

Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore.

Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:

illumina i ricercatori, dà forza a quanti si prendono cura dei malati,

concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.

Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,

allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.

Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù,

passiamo in mezzo ai fratelli sanando le ferite e promuovendo il bene.

Intercedano per noi Maria nostra Madre

e tutti i Santi i quali non hanno mai smarrito la certezza

che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.

Amen.

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Regina Coeli

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia.

Prega il Signore per noi, alleluia.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen.