La tua mano è il mio sostegno – 23 aprile – Preghiera personale e familiare

SUSSIDIO PER LA PREGHIERA PERSONALE  O FAMILIARE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

23 aprile 2020 

(A cura di don Antonio Savone, Direttore Segreteria Pastorale Arcidiocesi di Potenza-Muro L.-Marsico N.)

Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?

Chi ci separerà dunque dall'amore di Cristo? 

Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?

In tutte queste cose noi siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati (Rm 8.31.35.37).

Introduzione

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 Il Signore è veramente risorto, alleluia.

Ed è apparso ai discepoli, alleluia.

Preghiamo

Donaci, Padre misericordioso, di rendere presente
in ogni momento della vita la fecondità della Pasqua,
che si attua nei tuoi misteri.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

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Sal 33

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.
Gridano i giusti e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.

Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Molti sono i mali del giusto,
ma da tutti lo libera il Signore.

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Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-21)

Chi viene dall’alto, è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.

Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.

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Appartenere

Quella professione di fede che Nicodemo non è riuscito a compiere, la liturgia la pone sulle labbra di Giovanni il Battezzatore. A Nicodemo Gesù aveva rivelato: Dio ha tanto amato il mondo… Ora Giovanni fa eco a queste parole che Gesù ha appena proclamato: Il Padre ama il Figlio… Chi crede nel figlio ha la vita eterna. Queste parole di Giovanni ci consegnano il cuore della vita cristiana che non è né una dottrina, né una morale e tanto meno una ascesi. Il cuore della vita cristiana è l’amore, l’amore incredibile di Dio per noi. Noi non siamo cristiani perché amiamo Dio. Siamo cristiani perché crediamo che Dio ci ama.

La legge impersonata da Nicodemo non riesce a compiere questa professione di fede e perciò Nicodemo resta ancora nella notte. È necessaria la profezia, impersonata da Giovanni, che sola può aprire le cose terrestri ad accogliere quelle celesti. L’alleanza, il tempio, la legge non portano a Dio se non c’è la parola profetica che continuamente ne espliciti il senso. Senza profezia, ogni istituzione, anche la più santa, persino i sacramenti, rischiano di diventare un feticcio: l’alleanza resta senza vino, il tempio senza Dio, la legge senza lo Spirito. Rischiano di rimanere semplici segni terrestri che non rimandano più a Dio, perciò sono fini a se stessi, segni che non significano più nulla.

La profezia che Giovanni incarna impedisce che vengano assolutizzate e divinizzate le istituzioni, finendo per prendere il posto stesso di Dio.

Quante cose anche nella nostra vita finiscono per prendere il posto di Dio, in nome di Dio!

Quanti i segni che più non significano ciò che invece dovrebbero rendere manifesto! Per grazia, però, colui che effonde lo Spirito senza misura, fa parlare realtà, situazioni e persone che altrimenti resterebbero mute.

Questo linguaggio dello Spirito lo coglie solo chi non ha preventivamente deciso di chiudere il suo cuore comunque arroccandosi al già visto, al già conosciuto. Non si spiegherebbe altrimenti che un Pietro divenga capace di fronteggiare le autorità asserendo che bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini. Pietro, proprio lui che prima di essere riabilitato dal perdono del Maestro aveva lasciato libero corso alla paura e perciò al tradimento, ora non teme di schierarsi e di prendere le parti del suo Maestro in quel processo che ancora viene intentato contro di lui. Può parlare perché stavolta la sua testimonianza non è accademia, non è letteratura: è appena uscito di prigione, perciò sa cosa vuol dire dichiarare a chi appartenere e quindi obbedire.

(don Antonio Savone)

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Preghiera nel tempo della prova

Signore, Padre Santo,

tu che nulla disprezzi di quanto hai creato

e desideri che ogni uomo abbia la pienezza della vita,

guarda alla nostra fragilità che ci inclina a cedere.

Fa’ che il nostro cuore regga in quest’ora di prova.

Perdona la nostra incapacità a far memoria di quanto hai operato per noi.

Allontana da noi ogni male.

Se tu sei con noi chi sarà contro di noi?

In ogni avversità noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati.

Facci comprendere che la bellezza che salva il mondo è l’amore che condivide il dolore.

Benedici gli sforzi di quanti si adoperano per la nostra incolumità:

illumina i ricercatori, dà forza a quanti si prendono cura dei malati,

concedi a tutti la gioia e la responsabilità di sentirsi gli uni custodi degli altri.

Dona la tua pace a chi hai chiamato a te,

allevia la pena di chi piange per la morte dei propri cari.

Fa’ che anche noi, come il tuo Figlio Gesù,

passiamo in mezzo ai fratelli sanando le ferite e promuovendo il bene.

Intercedano per noi Maria nostra Madre

e tutti i Santi i quali non hanno mai smarrito la certezza

che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.

Amen.

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Regina Coeli

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia.

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia,

è risorto, come aveva promesso, alleluia.

Prega il Signore per noi, alleluia.

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

Amen.