Low cost – I di Quaresima

low-cost“Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe”. Così Eb 2,14 parla del mistero dell’incarnazione del Verbo. Per questo ci ha provato anche con lui, Satana. Ha voluto sfidare anche il Figlio di Dio proprio come fa con i figli degli uomini. Anche il Figlio di Dio, in tutto uomo come noi eccetto il peccato, misurato con le stesse sollecitazioni con cui Satana seduce ogni uomo sulla terra. E proprio come con ogni uomo, credeva di averlo in pugno e di braccarlo tanto da farlo cedere alle sue lusinghe.

Quando uno è preso dalla fame cosa non farebbe pur di mettere a tacere lo stomaco?

Chi non si lascerebbe ammaliare dal fascino del miracolo?

Chi accetterebbe di buon grado di percorrere la strada aspra della tentazione?

Eppure, nel deserto, Gesù smaschera Satana ribadendo che il nascere uomini non conosce parentesi di sorta come talvolta ci illudiamo di credere (neppure per il Figlio di Dio). E così quelle che noi definiremmo tentazioni di Gesù, diventano, in realtà, le tentazioni di Satana. Del resto, in quel deserto Gesù ci era entrato su sollecitazione dello Spirito stesso di Dio.

C’è un’arma molto subdola che Satana e tutti i suoi accoliti sanno usare a menadito: il sospetto. Sin dalle prima battute Satana stravolge le cose e sconvolge l’uomo facendo insinuazioni: “È vero che Dio ha detto che non dovete mangiare di alcun albero del giardino?”. Non c’è prova alcuna, solo congetture, di quelle che conosciamo bene anche noi che pure vantiamo di essere adulti emancipati: si dice, raccontano, mi hanno detto, ho sentito…

Satana conosce bene cosa Dio aveva offerto: non aveva certo proibito ma aveva concesso un ampio margine di movimento: “Potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino”. Aveva offerto ogni cosa perché l’uomo potesse goderne appieno: le eventuali restrizioni erano date a custodia della vita, non già per mortificarla. Satana, invece, si diverte a far passare l’immagine di un Dio contro l’uomo, di uno che mentre ti mette innanzi mille possibilità, in realtà è sempre pronto a troncare ogni minima iniziativa: sempre pronto a scovarti con le mani nel sacco.

Cosa fa il sospetto, come agisce? Il sospetto non è un colpo secco, ricevuto il quale si cade tramortiti. No, il sospetto è qualcosa che ti lavora ai fianchi, obnubila la mente, offusca i pensieri, angoscia l’anima, toglie la serenità, distorce il modo di vedere le cose. Talvolta è un’arma che fa addirittura uscire fuori di testa poiché fa perdere il contatto con la realtà. Non è forse vero che rapporti pure promettenti e fecondi si sfaldino proprio per l’ombra di un sospetto? Non accade, forse, che progetti a lungo rincorsi, finiscano in un cassetto solo per il timore che nascondano un rovescio della medaglia?

Satana sa che nel cuore di ognuno di noi esiste un varco che assai facilmente permette il transito dei pensieri più aberranti.

Satana sa che l’uomo rincorre volentieri chi gli promette di ottenere il massimo del risultato con il minimo degli sforzi. Non ha mai esercitato un fascino la prospettiva di qualcosa da ottenere immediatamente e, soprattutto, senza fatica alcuna? Il low cost, inutile dirlo, alla fine non ha prezzo: o meglio, ha il prezzo della mia libertà e della mia dignità. Forse che ciò che ci tenta non è in realtà ciò che ci attrae di più?

Proprio la presenza di Satana, però, sta a dire qualcosa che scardina tanto nostro catechismo assai dozzinale che vorrebbe farci credere che è già tutto scritto: a noi non toccherebbe altro che recitare un copione deciso da altri. Affatto: proprio la presenza di Satana attesta che nessuno è condannato a destini stabiliti altrove. Sta a me scegliere se, come e quando continuare a fidarmi e se, come e quando tirarmi fuori da una simile prospettiva.

Dove sta la differenza tra Satana e il Signore? Satana, sebbene offra tanto, non può donare ciò che promette il Signore. Il problema, però, è nella tempistica: Satana gioca in anticipo sul tempo. Ed è proprio questo che ci frega: ciò che sembra essere garantito (l’usato sicuro), in realtà non ha assicurazioni in caso di sinistro. La fedeltà, invece, si misura proprio sulla durata e in condizioni avverse. Ne sono capace? Ecco la domanda che deve accompagnare questi giorni di deserto quaresimale.

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