Come il Padre – Martedì XI del T.O.

come il Padre‘Come il Padre vostro…’
Ecco il senso della vita cristiana: essere come il Padre. Non facendo navigazione a vista ma avendo a mente un modello: il Padre.
Come il Padre vostro…
E com’è il Padre di cui Gesù ci ha dato la narrazione e di cui noi siamo costituiti segno? È uno la cui proposta è sempre a favore dell’uomo: sono venuto perché abbiate la vita e l’abbiate in abbondanza. È uno, il Padre, che non sta mai davanti a noi o sopra di noi, straniero o separato da noi. Tutt’altro. Gesù lo ha manifestato come colui che si è pienamente coinvolto nella nostra vita, ci ha scelto ed è passato dalla nostra parte: desidera stare con gli uomini e si impegna a loro favore. Un Dio con e un Dio per. Senza il “con” e il “per” Dio si perde in un cielo astratto, come una realtà evanescente. Il che vuol dire che questo “con” e questo “per” sono definitivi, attestano che ormai Dio non è più pensabile senza gli uomini. Noi costituiti segno di un Dio così: un Dio “con” e un Dio “per”.
Come il Padre vostro…
Cioè oltre ogni giudizio di idoneità. Gesù, segno di un Dio che non patisce crisi di amore perché non conosce crisi di fede. Forse dovremmo chiederci più spesso se le nostre crisi di amore non radichino in una crisi di fede. Sappiamo, infatti, che Gesù non patirà crisi di amore neanche di fronte all’uomo che lo consegna perché, come dirà Paolo, se noi manchiamo di fede egli però rimane fedele. Dio continua ad amare perché continua a credere nell’uomo indipendentemente dalla sua capacità e modalità di corrispondere all’amore.
Come il Padre vostro…
Un amore senza riserve che non mette mai la pregiudiziale che per dare bisogna avere.
Come il Padre vostro…
Un amore disposto anche a soffrire per non rompere il legame nei momenti in cui la solitudine o la nostra fragilità vulnerabile si manifesta con maggior forza.
Come il Padre vostro…
Un amore che insonnemente e pazientemente riannoda fili quando i legami possono essere a rischio.
Come il Padre vostro…
Un amore come capacità di aspettare, di non allungare il passo quando l’altro non è in grado di sostenere il nostro, di sedersi con l’altro sul bordo della strada attendendo che ritorni il fiato e la voglia di riprendere il cammino.
Come il Padre vostro…
Un amore che pianta la tenda in mezzo agli uomini non per interrompere la monotonia del cielo ma perché l’uomo è la sua destinazione segreta desiderata da tutta l’eternità.
Come il Padre vostro…
Un amore che sta nella gioia dell’incontro, mai voltando le spalle anche quando l’uomo dovesse farlo. Un Dio che dalla stanza alta della sua casa scruta l’orizzonte per coglierne il ritorno. Paradossale ma vero: secondo questo amore il giorno stesso dell’allontanamento diventa quello della promessa di un Dio che per nessun motivo avrebbe abbandonato l’uomo. Un amore che non domanda mai conto del torto subìto ma che arriva addirittura ad assumere il torto trasformandolo in una esperienza di attenzione nei confronti dell’uomo colpevole. Un amore che non conosce né la vendetta né il rendiconto.
Come il Padre vostro…
Un amore che riconosce come proprio il compito di lavare i piedi agli uomini: la lavanda dei piedi, il mestiere di un Dio a favore dell’uomo.
Come il Padre vostro… così voi…
(Antonio Savone)

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