La persona prima della legge – Mercoledì VII del T.O.

“Quell’uomo non era dei nostri”. Eppure un uomo in lotta contro il male. “Non era dei nostri”. È Giovanni a parlare, il discepolo che Gesù amava. Un Giovanni che qui si dimostra uomo dal cuore piccolo. A lui e agli altri non importa che un uomo sia liberato dalla presenza del male. A loro importa il riconoscimento e la difesa del gruppo. L’istituzione viene prima della persona, perciò l’indemoniato può attendere.

Sono le stesse parole che i farisei ripeteranno a Gesù quando gli ingiungeranno di non compiere miracoli di sabato. Il malato può attendere. A loro importa la regola astratta. Gesù risponde che la persona viene sempre prima della legge. Si può essere di Cristo senza appartenere al gruppo dei suoi. Si può essere di Cristo senza essere uomini di chiesa, perché il regno di Gesù è più grande della chiesa.

Gli uomini sono tutti dei nostri, come noi siamo di tutti. Origene diceva che i cristiani sono amici del genere umano. Il cielo dove Dio abita è l’altro, il fratello.

Tutti oggi ripetono: non sono dei nostri, gli apostoli di allora, i partiti, le chiese, le famiglie, le nazioni. E, invece, seguendo Gesù Cristo, l’uomo senza barriere, impariamo che il suo progetto si racchiude in una sola parola: comunione con ogni uomo che vive. E perciò godiamo del bene, dovunque venga fatto, da chiunque sia compiuto. È difficile godere del bene. È più facile partecipare alla sofferenza di qualcuno che godere del suo bene.

Lo Spirito è presente ovunque qualcuno si apra all’altro promuovendone la vita. Dio non si esaurisce negli angusti confini di una sacrestia: è ben oltre!

Dividere il mondo tra i nostri  e gli altri “è uno schema ancestrale della mente umana che struttura ogni forma di vita”. Risponde ad un bisogno di rassicurazione: nasce dalla paura. Ma quel che è paradossale è che uno schema simile pretende di annettere al proprio gruppo – facendone una questione di bandiera – “proprio quel Gesù che abbatte ogni muro tra popolo e popolo, che cancella ogni esclusione di fronte ai peccatori…”. Colui che per eccellenza il vangelo consegna come attraversatore di confini “diventa bandiera ideologica di gruppo per giustificare la contrapposizione”. È il travisamento del messaggio evangelico vivere nell’illusione di aver catturato Dio in esclusiva dalla propria parte. Quando c’è di mezzo Dio e il suo Spirito i confini sono necessariamente mobili.

 

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