Superficialità e stoltezza – Venerdì IV del T.O.

caravaggio-decollazione-di-san-giovanni-battista-1608Erode si
 pone
 la
 domanda
 su
 Gesù, ma 
la sua curiosità
 non
 gli
 consente
 di
 essere
 introdotto
 alla
 comprensione
 profonda
 di
 quell’uomo
 di
 cui
 sente
 dire
 determinate
 cose.
 Non
 basta
 essere
 curiosi
 perché
 si
 creino
 le
 condizioni
 di
 un
 vero
 incontro
 tra
 lui
 e
 Gesù.
 Lo
 sappiamo
 anche
 per
 ciò
 che
 concerne
 i
 nostri
 rapporti.

La 
sua 
è 
la 
curiosità 
propria 
di 
chi 
ha 
bisogno 
di 
esercitare 
il 
controllo, 
di 
far
 sì 
che 
nulla 
sfugga 
alla 
sua 
presa.
 Erode 
proprio 
non 
ci 
sta. 
Io 
non 
ci 
sto 
quando 
qualcosa 
attenta
 il 
mio 
delirio 
di
onnipotenza. 
Erode, 
infatti, 
mi
 impersona 
non
 poco: 
accade
 anche 
di 
ritrovarmi 
a 
fare 
domande
 e, 
tuttavia,
 a
 darmi 
io 
stesso
 le 
risposte.
 Quando
 la
 realtà
 eccede,
 Erode
 non
 ci
 sta
 e
 per
 questo
 decapita,
 annienta,
 distrugge.
 Non
 riesce
 a
 scendere
 dal
 trono
 delle
 sue
 supposizioni
 per
 fare
 il
 passo
 di
 andare
 incontro
 all’altro.

Erode
 è
 figura
 di
 chi
 ha
 una
 reale
 difficoltà
 a
 incontrare
 e
 a
 lasciarsi
 incontrare,
 per
 questo 
si 
ritrova
 in 
uno 
stato 
di 
confusione 
che 
altalena 
tra 
il 
restare
 perplesso 
e 
l’ascoltare 
volentieri.

Erode, un uomo che aveva paura di tutto e di tutti, vittima dello stesso potere che egli credeva di esercitare incontrastato: infatti, proprio l’esercizio di esso, talvolta, è frutto di convenzioni e pressioni di cui si è schiavi. Da burattinaio quale riteneva di essere, diventa in un attimo burattino.

Superficialità, prodigalità e stoltezza: è su questa combine che si gioca la vita di Erode. La stoltezza ha il suo humus più fecondo proprio nella superficialità declinata come incapacità di saper controllare le proprie parole soprattutto quando non si riesce a cogliere l’esito nefasto di esse. Alla fine finisce per fare il prodigo sulla pelle altrui: non sa fare i conti della sua vita con le proprie tasche, per questo ha bisogno di attingere a quelle altrui.

Mi
 chiedo
 che
 cosa
 sia
 per
 me,
 oggi,
 il
 Battista
 che
 devo
 accettare
 per
 intraprendere
 un
 percorso
 di
 verità…

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