Chi sono io? – Giovedì III del T.O.

La luce vera che è il Figlio di Dio, quella che illumina ogni uomo, quando ha scelto di assumere la nostra umanità ha chiesto a me, a ciascuno di noi, di essere il candelabro da cui risplendere. Quale dono! Quale fiducia! Mio compito quello di portare alla luce aspetti e zone che hanno bisogno continuamente di essere rischiarati dal vangelo. Compito della fede, infatti, è far rischiarare lo splendore del mondo. Compito della luce, infatti, non è creare la realtà ma illuminarla, farla risplendere. Comprendiamo così come questo sia un compito cui non possiamo abdicare se non vogliamo che tante realtà restino ancora nel buio e non vengano riconosciute perché non c’è una luce che ne faccia rilucere la bellezza. Essere lo splendore di Dio: ecco ciò a cui sono chiamato perché altri gioiscano di quello che sono.

Viene forse la lampada…? Quanto mai opportuna questa puntualizzazione da parte di Gesù. Non siamo noi ad accendere la luce e farla brillare. È Dio che nel suo disegno di amore e di salvezza la accende nel cuore di ogni uomo. A noi il compito di accoglierla e decidere dove collocarla.

E tuttavia Gesù dopo aver detto che è lui la luce del mondo, dirà altresì: voi siete la luce del mondo. Ciascuno di noi chiamato ad illuminare il mondo di cielo, di bellezza, di gratuità, di vita eterna. Ciascuno chiamato a diradare le tenebre del suo cuore, anzitutto, e poi quelle dei suoi fratelli. Il mondo vorrebbe il discepolo luce privata, non pubblica, nascosta, luce di sacrestia, luce da circoli privati, segreti, proponendo un cristianesimo da vivere solo nella sfera della propria coscienza. La proposta di Gesù, invece, è che nessun momento della nostra esistenza venga vissuto a prescindere dalla luce. Una vita discepolare non a intermittenza.

Vedete quello che ascoltate: la traduzione letterale è molto di più del semplice fare attenzione. Quello che si ascolta bisogna vederlo. Una Parola ascoltata e resa visibile secondo il criterio della sovrabbondanza, strettamente congiunta con l’attenzione e la passione con cui il dono viene accolto. Più il dono di Dio viene accolto, più meravigliosamente esso ridonda. La proposta mi pare sia quella di vivere dentro il Vangelo, se vogliamo che la nostra vita abbia la luce di un senso e quella di molti ne risulti beneficata.