Oltre la logica – Mercoledì I di Avvento

cinque paniSento compassione della folla…
Una folla composta da zoppi, ciechi, storpi, sordi e malati di ogni genere. Una folla figura dell’umanità di tutti i tempi, bisognosa di qualcuno che si prenda cura di lei. Si tratta di quattro categorie di malati che dicono una totalità:
– zoppo è l’uomo che è incapace di raggiungere la sua casa;
– cieco è l’uomo che è incapace di riconoscere la sua verità;
– storpio è l’uomo ripiegato su di sé, incapace di stare di fronte all’altro;
– sordo è l’uomo che non potendo udire la parola è escluso dal dialogo.
È la seconda volta che Gesù moltiplica il pane per questa folla. La prima volta, erano stati i discepoli, a proporre di congedare quella folla e Gesù li aveva sollecitati: ‘Date loro voi stessi da mangiare’. Ma essi si erano dimostrati incapaci di provvedere, di prendersi cura. Ora, è lo stesso Gesù a prendere l’iniziativa.
Di nuovo, in questo caso, è sottolineata la distanza tra Gesù e i discepoli. Nonostante abbiano già fatto esperienza di quello che Gesù aveva compiuto per quella stessa folla, non riescono a fare altro che rimanere nella logica del calcolo. Gesù, invece, sente compassione. Mi domandavo come mai gli evangelisti non abbiano avuto remore nel descrivere una tale distanza. E trovo la risposta nel fatto che questa pagina è consegnata a memoria dei discepoli di tutti i tempi. Perciò, anche a nostra memoria.
Nonostante ripetiamo continuamente l’Eucaristia, fatichiamo a entrare nella compassione di Gesù. Ci ritroviamo di anno in anno a ripercorrere il cammino dell’anno liturgico e non siamo in grado di entrare nella pazienza di Dio.
Siccome è un compito difficile da apprendere, quello di prendersi cura, il Maestro ricomincia daccapo, ripete con pazienza quello che già ha fatto. Ed è proprio questa ripetizione che, giorno dopo giorno, ci guarisce. E lo fa chiedendoci di ripartire dal poco di cui disponiamo.
‘Quanti pani avete?’ La soluzione non è da cercare fuori di noi, ma dentro di noi, nel modo di vivere quello di cui già disponiamo.
Sette: quanto basta! Quello che hai viene preso tutto e su tutto viene reso grazie e trasformato in dono.
‘Quanti pani hai?’ Prova ad andare oltre la logica… Cioè: comincia a essere solidale. Non voler monetizzare tutto: non accade nulla nella vita, nei rapporti quando tutto è monetizzato (a tanto, tanto); tanto meno accade qualcosa di Dio quando esso è ridotto a prestazioni dietro compenso. Non voler rincorrere soluzioni magiche attribuite a chissà quale centro di potere: una via d’uscita è possibile là dove qualcuno comincia a non trattenere solo per sé e prova a far entrare l’altro e i suoi bisogni all’interno della propria attenzione.
Oltre la logica…
Cioè: fai attenzione che il voler moltiplicare le risorse non può accadere senza prima aver messo a disposizione ciò che sei e ciò che hai. Accade sovente, infatti, che si voglia moltiplicare senza dare. Ciascuno può accedere alla mensa della vita nella misura in cui ognuno è disposto a condividere.
Oltre la logica… con lo sguardo e il cuore di Dio. Quello sguardo e quel cuore, infatti, suggeriscono atteggiamenti che abbiamo disimparato a praticare. La gratuità e la responsabilità, anzitutto.
Nulla, tuttavia, può essere moltiplicato se prima non abbiamo deciso di condividere”.
(Antonio Savone)

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