La beatitudine dell’ascolto – Sabato XXVII del T.O.

ascoltare‘Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!’
Dopo essersi misurato con la chiusura ostinata da parte di scribi e farisei, Gesù registra il grido gioioso di una sua fan che addirittura finisce per interrompere ciò che egli sta dicendo a proposito del “dito di Dio”.
Come dar torto alla donna del vangelo che proclama beato il grembo della Vergine Maria? Dev’essere proprio beata se ha messo al mondo un tale figlio!
Gesù non nega che sua madre sia beata, tuttavia allarga la prospettiva: sì, ma…
L’ascolto obbediente della parola di Dio è al di sopra persino del privilegio di essere la madre di Gesù. È più facile dare alla luce un figlio che permettere di essere rigenerati dall’amore paziente di Dio. Il percorso, infatti, è molto lungo e affatto scontato. Quando questo accade, il legame con lui è di gran lunga superiore a quello del sangue.
La beatitudine, secondo Gesù, si raggiunge solo attraverso un lungo cammino di apertura, di ascolto, di accoglienza della Parola di Dio, al punto da esserne trasformati.
La gioia vera non consiste in ciò che di grande e di bello noi generiamo, ma nel permettere che sia Dio stesso a rigenerarci.
La donna, mossa da una certa invidia, legge Gesù a partire dal passato (il ventre e le mammelle cui fa riferimento), ma ignora che per la fede che nasce dall’ascolto, anche in lei può accadere l’impossibile.
(Antonio Savone)

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