Quando l’amore è un rischio – San Rocco

san roccoCelebrare ciò che il Signore ha operato in San Rocco e attraverso San Rocco per noi, vuol dire essere introdotti nella misura stessa del cuore di Dio. Dio solo sa, infatti, quanto abbiamo bisogno di attingere a piene mani a questa sorgente di grazia se non vogliamo patire l’arsura dovuta alla ristrettezza del nostro cuore e alla miopia dei nostri sguardi.

Ci chiediamo spesso – oggi con più forza, credo, a fronte di tante sollecitazioni dovute a quell’esodo di cui i media ci danno ogni giorno notizia – quando è il momento di amare. In un film di Olmi, Il villaggio di cartone, è riportato il dialogo tra il sacrestano e l’anziano sacerdote. Ad un tratto il sacrista domanda al prete: “Perché ha lasciato entrare quella gente nella nostra chiesa”? Si riferiva agli immigrati che occupavano l’edificio sacro. Il sacerdote risponde: “Perché è una chiesa”. Dice allora il sacrestano: “Avere a che fare con loro è un rischio per tutti”. E il prete: “Quando la carità è un rischio, quello è il momento della carità”.

Quando l’amore è un rischio…

A ben pensarci, questo è il modo in cui siamo stati amati da Dio: nello stesso istante in cui ci ha voluti ha messo in conto il rischio di non essere compreso e, addirittura, di essere rifiutato. Volere che l’altro sia significa correre il rischio che l’altro voglia che noi non siamo. Così, sin dalla creazione del mondo, sia che si tratti di Dio, sia che si tratti dell’uomo.

Il cristiano che ama non lo fa sulla scia delle sue emozioni, ama, invece, perché ha creduto all’amore di un Dio che pur di farmi essere, ha accettato addirittura di farsi da parte.

Quando l’amore è un rischio…

Se guardiamo alla vicenda di san Rocco, ci accorgiamo che amare significa fare i conti con gli imprevisti della vita. La sua tabella di marcia aveva come meta le tombe degli Apostoli, la tabella dettata dalla vita (dal Signore), propone ben altro appuntamento: l’incontro con gli appestati. Rischioso! Eppure accetta non solo di correrlo ma di restare infetto anch’egli.

Quando l’amore è un rischio…

Beneficata Piacenza, si ritrova egli appestato senza alcuno che si prenda cura di lui se non un cane che sottrae alla mensa del suo padrone un pezzo di pane. Rocco fa del bene a gente che non solo non è capace di gratitudine alcuna ma neppure di quel sentimento di umana pietà che ti porterebbe a soccorrere chi ha bisogno del necessario. E Dio suscita l’istinto di un animale per sopperire all’indifferenza degli uomini.

Quando l’amore è un rischio…

Tornato nella sua città, non viene riconosciuto dai suoi. È sempre così: quando ti lasci coinvolgere da una esperienza di amore vero che ti fa diventare tutt’uno con l’altro (persino nella sua stessa vulnerabilità), mutano anche i tuoi connotati fisici, nel bene e nel male. Così viene messo in carcere. Ma Rocco continua ad amare accettando non solo il rischio ma persino l’amara esperienza dell’umiliazione della prigione.

Quando l’amore è un rischio…

Penso ai rischi del nostro, del mio amore.

Quando quello fai non solo non è riconosciuto ma è addirittura non accolto…

Quando la relazione con l’altro ti chiede quel di più che non avevi messo in conto…

Quando indietreggeresti volentieri delegando ad altri il compito di farsi carico di una persona…

Quando avresti mille motivi per non restare impigliato in una situazione compromettente…

In genere siamo convinti che è l’altro ad essere beneficato quando facciamo qualcosa per lui; in realtà, però, è l’altro nella sua vulnerabilità a dare a noi modo di entrare in un processo di conversione, a mettere in circolo aspetti ed energie di noi che altrimenti resterebbero ignoti a noi stessi: per questo la vulnerabilità e il limite sono una parola tutta da ascoltare e da decifrare.

Come si manifesta l’amore? Secondo tre modalità: materiale, intellettuale e spirituale. Forse è facile donare ciò che abbiamo (materiale), lo è un po’ meno donare ciò che sappiamo (intellettuale): quante volte, infatti, teniamo come tesoro geloso intuizioni, sguardi, letture, informazioni! Ma quanto è difficile giungere alla terza modalità, quella spirituale, in cui si arriva non a donare qualcosa, né delle nozioni, ma se stessi.

La carità cristiana non è mai soltanto la risposta ad un bisogno immediato ma la disponibilità a vivere una prossimità che toglie dall’isolamento e dalla solitudine.

Quando l’amore è un rischio, quello è il momento di amare…

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