Limpidi – Giovedì VII T.O.

imageA Giovanni e agli altri preoccupati di chiarire appartenenze, Gesù propone di rendere limpida la propria esistenza perché sia riconoscibile senza chissà quali insegne che essa è di Cristo. Non è infatti un vessillo esibito a stabilire a chi apparteniamo ma una vita riconoscibile perché come quella del Signore Gesù.

Certo, quello usato da Gesù è un linguaggio estremo che viene a ricordarci la serietà della posta in gioco. Ciascuno è richiamato alla propria responsabilità: il tuo occhio, la tua mano. Ciascuno coincide con il proprio rischio. Non è possibile riversare in maniera proiettiva le colpe su altri.

È necessario vigilare sul proprio agire (mani), sul proprio comportamento (piedi) e sulle proprie reazioni (occhi) per non divenire un ostacolo alla vocazione e al cammino di fede dell’altro. La soluzione del male, tuttavia, non è una mano tagliata ma una mano convertita. Tagliare e cavare non sono disumane direttive da applicarsi letteralmente, ma indicazioni realistiche di una lotta da combattere ogni giorno per purificare il proprio cuore e aderire al vangelo con maggiore libertà.

È necessario salare la nostra vita se vogliamo che la nostra vita abbia un gusto e soprattutto non marcisca proprio mentre cerchiamo di viverla senza assaporarla.

Il sale della vita è essere in pace con tutti anche se dovesse costare un prezzo salato. Facendo questo tutto ritrova il suo gusto e il suo senso. Meglio essere monchi, zoppi, ciechi che insensati.

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