Dio stesso mi ama – Sabato Vi di Pasqua

Father and son laying in grass near camping tent

“Dio nessuno lo ha mai visto; il Figlio unigenito che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato”. Così Gv aveva espresso sinteticamente il senso dell’Incarnazione. A Filippo che chiedeva di vedere il Padre Gesù aveva risposto che vedere lui era vedere il Padre. Ora sta per lasciare i suoi e proprio mentre prende congedo da loro, li mette a parte di ciò che sta per accadere: “apertamente vi parlerò del Padre”. Come? Non attraverso un discorso sapiente che spieghi i tratti caratteristici del Padre suo ma mediante un segno, la croce: lì, il Padre, Dio, manifesta in pienezza la sua identità più vera facendoci dono del Figlio suo. Per questo può dire: “il Padre stesso vi ama”. La croce sarà la testimonianza più vera non solo del fatto che Dio ci ama ma di come questo avviene. Le parole proferite e i segni compiuti narravano la cura di Dio verso l’uomo segnato dal male. Il segno più vero dell’amore, però, è racchiuso nell’arrivare a soffrire per la persona amata: io sono una passione per Dio. Per questo ora si compiono le parole riportate nel dialogo con Nicodemo: “Così tanto Dio ha amato il mondo da dare il Figlio suo”. Proprio la croce, infatti, attesta che l’offerta di amore da parte del Padre è unilaterale: nessuno è scacciato dal suo cuore. Quell’amore è tanto per chi lo riconosce come per chi lo rifiuta. Nulla scalfisce la sua pazienza: né le nostre retromarce né le nostre infedeltà né i nostri tradimenti.

Gesù indica il luogo verso il quale egli si incammina precedendo ciascuno di noi: il Padre. I nostri non sono i passi del vagabondo bensì quelli del pellegrino. La nostra meta è l’incontro con il Padre che Gesù, l’Unigenito Figlio di Dio, ci ha narrato mentre camminava sulle nostre strade anzi, facendosi egli stesso strada per noi.

Dio stesso mi ama: è questa la certezza che accompagna i passi del mio vagare.

Dio stesso mi ama: nulla di sé ha trattenuto per sé.

Dio stesso mi ama: la mia vita è preziosa ai suoi occhi.

Dio stesso mi ama: niente e nessuno potrà separarmi da questo amore.

Dio stesso mi ama: io non corrispondo al male che posso aver compiuto ma al bene ancora possibile.

Dio stesso mi ama: quando io ero “nessuno” Dio mi ha raccolto e quando addirittura ero “nulla” Dio mi ha creato.

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