Col senno di poi – Domenica delle Palme

Quando entriamo in questi giorni santi e riascoltiamo le pagine che hanno scandito le ultime ore del Signore, vien quasi spontaneo pensare che deve essere stato proprio sfortunato Gesù. Tutto ha preso la piega che conosciamo solo perché si è trovato di fronte a gente ingrata, incapace di tenere a mente tutto ciò che egli aveva fatto “sanando e beneficando tutti”. Siamo quasi convinti che se solo ci fossero stati altri al loro posto, noi magari, le cose sarebbero andate diversamente. Un po’ come quando ci ritroviamo a pensare a certi passaggi della nostra esistenza col senno di poi: se avessi fatto questo… se me ne fossi ricordato… se solo mi fossi accorto in tempo…

Poi, però, se provo a guardarmi in verità, mi accorgo che se la folla impiegherà tre giorni per negare la sua frequentazione con il Maestro dopo essergli stata dietro mentre entrava in Gerusalemme, io talvolta impiego molto meno: sono un voltagabbana collaudato, basta solo trovare qualcuno che mi soddisfi di più per rimangiare uno schieramento di quelli da ultrà.

Mi dico che se solo non ci fosse stato Giuda, Gesù non sarebbe stato tradito e venduto. Macché, io faccio di peggio: baratto la sua amicizia per molto meno di trenta denari quando sono ferito nel mio orgoglio nel vedere che Dio, talvolta, non serve alla mia causa o, almeno, non nei modi che mi sarei aspettato. Almeno lo vendessi per il valore che ha! No, per assai meno, cioè per nulla.

E vuoi mettere Pietro, l’uomo dalla facile professione verbale (parlare è arte facile, leggera, si dice dalle mie parti) e poi incapace di riconoscere il suo Signore davanti al chiacchiericcio di una serva? Io, però, mi fermo ancora prima: ho persino timore a farmi il segno della croce e a dire chi sei tu per me, Signore, mi trincero dietro un misconoscimento della mia fede solo perché non voglio rimetterci la faccia con i miei amici, con i miei colleghi, con qualcuno che potrebbe irridere certe mie appartenenze. Poi, però, magari partecipo anche alle veglie per i tanti martiri che ancora oggi versano il sangue solo perché portano il segno della tua croce.

E Pilato? Pilato vuoi lasciarlo fuori, incapace com’è di far appello alla sua responsabilità e alla sua libertà solo per salvare la faccia e per uscirsene a mani pulite in un affare che chiedeva ben altro coinvolgimento? Altro che Pilato sono io: se mi trovo tra opposte situazioni faccio di tutto perché a rimetterci sia un altro, poco importa se per far questo ne va del buon nome di una persona. Com’è facile credere di tirarsi fuori dalla mischia della responsabilità del male solo perché si è deciso di lavarsene le mani o, magari, non si è stati scoperti!

Davvero, vorremmo gridare con Paolo: “Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori e di questi il primo sono io” (1Tm 1,15).

Ciò che stupisce della passione è che, pur sapendo con chi aveva a che fare, Gesù non si è tirato indietro, non si è sottratto alla relazione con quelle persone. Che cos’è questa passione? È il racconto di ciò che Dio ha fatto a fronte di ciò che l’uomo ha compiuto contro di lui. Davvero c’è un altro modo di vivere le relazioni!

Vorrei entrare anch’io nel mistero santo di questi giorni con l’atteggiamento della donna che non versa, sprecandolo, solo l’olio ma spezza pure il vasetto di alabastro. Quel suo gesto silenzioso racchiude ed esprime il senso di tutto ciò che accadrà di lì a poco: folle è il gesto di quella donna (e Giuda non può non rimarcarlo) perché folle è l’amore che Dio nutre per noi se accetta lo spreco della sua intera esistenza senza tenere nulla per sé.

Potremmo continuare a chiedere all’infinito cosa sarebbe accaduto se l’uno o l’altro dei personaggi che compaiono in questa triste vicenda avesse deciso di muoversi diversamente: anche se fossero mutate le situazioni contingenti, Dio non avrebbe manifestato altrimenti il suo amore.

 

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Rosaria Montefusco ha detto:

    E come dice bene Paolo, che Cristo è venuto a salvare i peccatori e il primo dono io perdono Gesù. Chi di noi darebbe la vita per salvare in amico come hai fatto tu. Grazie e fa che questo tuo grande amore vi sia anche in noi.

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