Capaci di sognare – Per prepararsi alla II del T.O.)

maestro dove abitiUn pomeriggio qualsiasi, un luogo qualsiasi. Lì accade il passaggio di Dio. Ma quell’ora e quel luogo restarono impressi per sempre nella memoria di quei due discepoli.

Certo, fu necessario qualcuno capace di guardare le cose non con sguardo superficiale ma con intensità, per far sì che un semplice passaggio (Gesù passava) diventasse motivo di un legame duraturo (andarono e si fermarono). E tuttavia, a nulla sarebbe valsa la testimonianza del Battista (Ecco l’agnello di Dio!), se quei due discepoli non fossero stati in grado di ascoltare ciò che gli sembrava mancasse. Non avrebbero corso il rischio di quell’avventura se non fossero stati dei sognatori, se si fossero accontentati di come andavano le cose, se non avessero saputo cosa cercavano. Sarebbe il guaio più grande in cui incorrere quello di sentirsi appagati da ciò che si ha, quello di sentirsi gratificati da una vita diminuita, non arrivare a desiderare altro.

Si trattava di due che aspettavano grandi cambiamenti, per questo quando si sentono indicare come presente (Ecco l’agnello di Dio!) colui che avrebbe finalmente potuto scardinare quel sistema che tiene schiava la vita del mondo, non esitano a mettersi in cammino. Non s’improvvisa, infatti, una scelta di sequela. Non era certo gente a traino.

Penso a tutte le volte che il Signore continua a passare e a chiamare e non si trovi chi sia disposto a dare spazio al suo sogno sul mondo, sulla vita. Non c’è vita in cui Gesù non passi e non c’è storia che egli non tocchi. Il suo è sempre un incedere discreto ai margini della nostra vita. Le cose di Dio accadono, ma bisogna essere pronti a riconoscerle, ad accoglierle e ad assecondarle.

Maestro dove abiti? I due precisano subito il motivo del loro interesse: sono interessati non al che cosa? ma al chi? Non a cose, dunque, ma a una persona, quella del Maestro. In fondo è vero: ognuno è ciò che cerca. Io cosa cerco? O, meglio: cerco ancora?

Molte volte giungiamo al Signore camminando dietro l’appello delle nostre povertà riconosciute. Gesù, Maestro del desiderio, fa sua questa domanda per farci scoprire desideri più grandi delle cose di cui disponiamo. Ci fa scoprire la beatitudine dell’inquietudine: Beati gli insoddisfatti, gli inquieti, perché diventeranno cercatori di tesori.

Cercare comporta non solo l’attenzione che lascia parlare la vita ma anche il rischio di giocare la propria libertà prima di aver visto e capito tutto.

Il Signore Gesù non ha nulla da offrire a chi ha desideri limitati. Solo chi si lascia attraversare dalla sproporzione rispetto alle possibilità umane, viene ammesso alla sequela del Maestro. La possibilità di stare dietro al Signore Gesù è offerta a chi consente che i suoi piccoli progetti siano misurati sul progetto del Signore che è quello di un amore folle.

Quando c’è di mezzo Dio il sogno diventa possibilità concreta. Che cosa fa il sogno nella nostra vita? Permette di immaginare una realtà altra. Se nel mondo è accaduto qualcosa non è forse a motivo di sognatori impenitenti, persone che si sono ostinate ad immaginare una realtà diversa rispetto a quella fin troppo scontata che determinati assetti avrebbero voluto venisse accettata?

Potrà sembrare strano ma il sogno cui faccio riferimento non è un’esperienza legata alla possibilità di dormire ma alla capacità di stare svegli. Chi si addormenta, al più riesce ad immaginare solo una riedizione del passato. Pensiamo solo agli Ebrei nel deserto incapaci di sognare la Terra promessa perché altra rispetto alle loro attese: si sono a lungo ritrovati a desiderare nient’altro che la riedizione di un passato di schiavitù che garantiva loro una sazietà a buon mercato.

Sognare da svegli significa cominciare a frequentare e perciò ad anticipare, a inventare e creare le possibilità per l’inedito. Un mondo in cui cominciano a trovare diritto di cittadinanza cose mai viste prima.

Forse non dovremmo rammaricarci di aver fatto sogni brutti ma di non riuscire a fare sogni belli, quelli che il vangelo autorizza.

Attraverso la parola evangelica Dio non fa altro che consegnarci i suoi sogni, cioè il suo modo di immaginare il reale. Sognare è solo uno dei tanti modi di coniugare la capacità di sperare o di credere.

E qui comprendiamo come per sognare sia necessario non essere soli, perché talvolta un sogno solitario può diventare illusione. Attorno a Gesù fioriscono diversi sognatori, persone disposte come lui a esplorare tutto lo sterminato territorio del vangelo. E il sogno diventa così passione, innamoramento. Il criterio di discernimento per appartenere alla categoria dei discepoli di Gesù non è il trovare gente a modo o compita, gente capace di accontentarsi della “regolarità”. Per essere discepoli è necessario lasciarsi attraversare da una passione. Il Signore continua ad andare in cerca di innamorati. Aggrega tra i suoi, persone disposte a rischiare il proprio cuore.

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. acasadicornelio ha detto:

    Grazie sorella. Da dove scrive?

  2. Angela ha detto:

    Come sempre, le omelie che cerco è trovo in questo sito, mi danno una carica non da poco, può darsi che siano in sintonia con ciò che cerco è desidero, ma sicuramente indicano sempre come arrivare a Gesù per fanno da testimone, precisamente come ha fatto Giovanni con i primi discepoli. Grazie per questo compito prezioso. Suor M. T.

  3. Anna ha detto:

    La PAROLA , il sogno , la passione:: affascinante questo sentire e vivere Gesù nelle nostre vite. Davvero bello!

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