Festa in cielo – IV di Avvento

“E l’angelo partì da lei”.

Se potessimo attribuire agli angeli qualcosa dei nostri stessi sentimenti, non oso immaginare il modo in cui Gabriele abbia fatto ritorno presso Dio dopo essere entrato nella casa di Maria.

Fu festa in cielo quel giorno, senza ombra di dubbio, di quelle come non se ne vedevano dal giorno in cui, dopo aver plasmato l’uomo a sua immagine e somiglianza, “Dio vide che era cosa molto buona” (Gn 1,31). Poi, però, il sospetto aveva avuto la meglio sul cuore dell’uomo tanto da innescare un sistema di fuga e di nascondimento da Dio stesso nella convinzione che non avendo più nessuno a cui obbedire si potesse gustare la tanto agognata libertà. Ma questa fu solo una ingenua illusione: quando non obbedisci alla fede obbedisci al destino, quando non vivi conformemente alla ragione ti sottometterai all’istinto, quando smetti di perseguire il bene sceglierai il male. Non basta cambiar padroni per essere liberi.

Da parte di Dio, però, mai venne meno il desiderio di ristabilire la comunione e di tornare ad avere l’uomo come suo interlocutore privilegiato, tanto è vero che come ripeterà Eb 1,1-2, “Dio, che aveva già parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio”.

Come è bella questa espressione: “molte volte e in diversi modi”! Mi pare di rileggere ciò che accade all’interno di una relazione quando qualcosa si incrina. A ragione qualcuno ha scritto: quando ami, l’ultimo tentativo è sempre il penultimo, ossia non smetteresti mai di riprovarci e di ricominciare.

“Molte volte e in diversi modi”, a dire che Dio non si è mai rassegnato alla piega che aveva preso quel rapporto che egli gustava compiaciuto quando ogni sera scendeva a passeggiare e a dialogare con l’uomo. Dal giorno in cui le cose non erano andate più come sempre, era stato sempre a lui a fare il primo passo: ci aveva provato in tutti i modi, appunto, un’infinità di volte. Avremmo detto che la pazienza ha un limite, ma a quanto pare, quella di Dio no. Per questo invia di nuovo “la forza della parola di Dio” (questo significa Gabriele). Quante volte nel corso della storia ha inviato “la forza della sua parola” per far sì che l’uomo conoscesse nuovamente l’esperienza della comunione che nasce dalla fiducia! Cosa sono Noè, Abramo, Mosè, Samuele, Giovanni Battista, Giuseppe e i tantissimi altri con loro se non il seme della parola sparso da Dio così da portare finalmente il frutto atteso? Chissà con che attesa, con che trepidazione, con quanta speranza quel giorno avrà inviato la forza della sua parola alla ragazza di Nazaret!

San Bernardo, immaginando la scena, scrive: “L’angelo aspetta la risposta… per la tua breve risposta dobbiamo essere rinnovati e richiamati in vita… dì la tua parola umana e concepisci la Parola divina”.

Le infinite volte in cui ci aveva provato in passato non è che avessero sortito chissà quale effetto. Dopo una prima risposta positiva, talvolta, ben presto Israele si era rimangiato la parola data tornando a fare ciò che è male agli occhi del Signore.

Quel giorno a Nazaret, finalmente una ragazza spezza la catena ininterrotta del voler affrancandosi da Dio e fa suo, nella fiducia e nell’abbandono, il desiderio stesso di Dio di condividere fino in fondo la condizione umana. Da non credere, eppure!

Per questo, forse più che di annuncio dell’angelo a Maria, questa pagina andrebbe definita come l’annuncio dell’angelo al Signore. Per la prima volta l’angelo può tornare in fretta riportando la tanto attesa risposta. Maria è colei che ristabilisce l’amicizia con il Creatore.

Gabriele può far ritorno con gioia perché finalmente Dio ha una casa degna di lui, la casa della fiducia e della comunione, non già quella troppo angusta del tempio che Davide. Dio cerca uomini e donne, non luoghi adatti. Gli basterà una stalla.

La forza della parola di Dio oggi non raggiunge più la casa di Maria a Nazaret: essa lambisce la mia esistenza. È a me che viene annunciato: c’è una storia santa che chiede di essere realizzata, contrariamente a tutto quello che appare. Te la senti di parteciparvi mettendo la tua esistenza nelle mani dell’unico che sa per qual fine ti ha creato?

“Non temere” le tue resistenze, “non temere” l’esiguità delle tue energie, “non temere” l’incostanza dei tuoi propositi. “Lo Spirito Santo scenderà su di te”.

Coloro che si lasciano coinvolgere con tutto quello che sono, fanno sì che di nuovo l’angelo parta recando l’annuncio al Signore: c’è ancora un uomo disposto a fidarsi!

“Per la tua breve risposta” tutti possono essere rinnovati e richiamati in vita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.