L’eterno che ci manca – Assunzione Beata Vergine Maria

Chissà cosa risponderemmo se qualcuno ci chiedesse qual è la cosa che più occorre a questo nostro tempo! Probabilmente ripiegheremmo su qualcosa di molto puntuale che possa dare una svolta alla piega che, talvolta, prendono tante nostre vicende: il lavoro, un nuovo senso sociale, il rispetto, e giù così. Della serie: basta la salute.
S. Kierkegaard, filosofo danese, profondo conoscitore dell’animo umano e grande uomo di fede, sosteneva che la cosa che più manca a questo nostro tempo è l’eterno. Smarrita la prospettiva della meta ultraterrena, abbiamo finito per ripiegare sul qui e ora, su scelte che hanno il fiato corto. È un po’ come una nave in crociera, – continua Kierkegaard – sulla quale i passeggeri, avendo smarrito la memoria della loro destinazione, non riescono ad ascoltare nessun’altra voce se non quella che annuncia continuamente il menù della giornata. Ha un bel da dire il capitano della nave sulle indicazioni della rotta: niente da fare, l’unica cosa cui sono interessati i passeggeri è il cibo e lo svago a bordo.
Poco o tanto, quanto descritto dal filosofo sembra un’istantanea del nostro tempo. La nostra preoccupazione è dove trascorrere il ferragosto, dove andare il prossimo week end, quale nuovo locale sperimentare, che look sfoggiare, quale nuova persona conoscere. “Di queste cose si preoccupano i pagani” (Mt 6,32), ripeterà il Signore Gesù. Smarrita la prospettiva del “per sempre” abbiamo finito per sposare quella del “se non ora, quando”. Rifiutato tutto ciò che ha carattere duraturo, abbiamo deciso di vivere alla giornata; abbandonati gli impegni stabili, abbiamo scelto il piccolo cabotaggio. Della serie: ogni lasciata è persa. E, perciò, aggiungiamo cose a cose, esperienze ad esperienze.
È proprio in una simile situazione che noi celebriamo l’Assunzione di Maria. Maria ci ricorda che siamo fatti per altro e che è seme di eternità tutto ciò che nel tempo è stato coniugato secondo la prospettiva della fede. È seme di eternità non già chissà quale impresa straordinaria ma un atto di obbedienza. Quale fecondità nel suo “eccomi”! Anch’ella, pur essendo la Madre di Dio, ha conosciuto la fatica del cammino, l’esperienza del buio e la spada del dolore. Fidandosi della promessa di Dio, ha dovuto sempre, di nuovo, scegliere di fondare su quella Parola ogni suo pensiero e ogni suo gesto. Da Nazaret al Calvario, da Cana al Cenacolo ha dovuto raccordare continuamente il suo turbamento con ciò che il Signore le chiedeva, le ragioni del suo cuore con le ragioni di Dio.
Il raggiungimento della meta, infatti, non è mai un percorso tranquillo. Occorre anzitutto essere consapevoli che altra è la meta che ci attende rispetto alla mera organizzazione del ferragosto o del week end. Puoi, forse, accontentarti di qualcosa di meno di Dio? Nulla ti sazia, davvero, nulla ti basta: ma non potrebbe essere diversamente. Una volta consapevoli di questo, è necessario decidere di incamminarvisi, sapendo che c’è per tutti “un enorme drago rosso” che vorrebbe insidiare ogni spiraglio di bene. Quante volte il proposito è intaccato prima ancora che da una volontà debole, da una fede traballante! Cosa faccio per mettere in salvo quello che la grazia suscita nella mia vita? Qual è il deserto verso il quale avviarmi per non soccombere?
All’approdo non si giunge se non attraverso una vera e propria lotta, un vero e proprio conflitto, per molti, addirittura, mediante una vera e propria persecuzione. Maria lo sa bene: immediatamente sembra averla vinta la tracotanza dei superbi, la sfrontatezza dei prepotenti. In quei frangenti, grande è la tentazione di abbandonare ogni cosa al suo corso preferendo soluzioni immediatamente più gratificanti ma incapaci di mantenere ciò che promettono. Maria è certa che c’è un’opera di Dio che non abbandona i suoi figli e perciò rovescia ciò che sembra prevalere.
Perché allora reintrodurre la prospettiva dell’eterno nel presente? Perché non allontanarci da Dio? L’eterno, Dio, restituisce la consapevolezza che il cammino è un progressivo essere “trasformati di gloria in gloria” finché arriviamo tutti alla statura di uomo perfetto, l’uomo così come Dio lo aveva pensato. La vita è acconsentire a questa lenta e meravigliosa opera di far rilucere quello che di vero e di bello Dio stesso ha seminato in noi: le grandi opere che Dio ha compiuto in Maria come caparra di quello che compie anche in noi. Il rischio è di accontentarsi di uno stadio intermedio, assolutizzato il quale, si finisce per confondere la tappa con la meta.
Senza l’eterno è la barbarie, senza l’eterno è lo sbando, senza l’eterno è l’assolutizzazione del relativo, senza l’eterno l’uomo è ridotto ad oggetto, senza l’eterno la vita è solo una animalesca soddisfazione di bisogni, senza l’eterno è possibile uccidere un ragazzo solo per aver dato uno spintone e assistere immobili, come ad uno spettacolo, alla sua fine.
Nostro compito è generare continuamente quell’uomo nuovo che ciascuno di noi porta dentro di sé e finché dura quest’oggi questo è il compito di certo più impegnativo ma anche quello più degno di noi.
“Tutta l’umanità appartiene a uno stesso autore ed è come se fosse un unico libro; ma quando un uomo muore, allora un capitolo del libro non è strappato, ma tradotto in un linguaggio migliore; e ogni capitolo deve essere tradotto in questo modo; Dio usa traduttori diversi; alcuni capitoli del libro sono tradotti dall’età, altri dalla malattia, altri dalla guerra o dall’ingiustizia; ma la mano di Dio è in ogni traduzione; e la sua mano rilegherà di nuovo tutte le nostre pagine sparpagliate, per disporle in quella biblioteca in cui ogni libro sarà aperto davanti agli altri…” (J. Donne, cit. da N. Wolterstorff, Lamento per un figlio, p. 44).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.