acasadicornelio

Quello che a prima vista potrebbe sembrare un titolo per "iniziati" vuol essere, piuttosto, un invito a riconoscere e comprendere che, molto spesso, lo Spirito del Signore – proprio come con Pietro in casa del centurione Cornelio (cfr. At 10,1-44) – ci ha già preceduti nella storia di tanti uomini e donne che con docilità si sono aperti alla sua azione, scoprendo, così, che Dio non fa preferenze di persone. Per questo non spetta a noi porre impedimento a Dio (At 11,17)… Antonio

Basterebbe un seme – Sabato XVIII del T.O.

Se avrete fede…la fede non la misuri come si potrebbe fare con un patrimonio. I discepoli la davano per scontata e si ritrovavano puntualmente smentiti da un Maestro che non riuscivano più a comprendere secondo quel patrimonio. Mentre, invece, la fede è qualcosa che va sempre da capo decisa. Qui, ora.

La fede non è mai una quieta accettazione delle cose, ha nulla a che vedere con la rassegnazione di fronte a ciò che noi leggiamo come fato o destino. Secondo la proposta del Signore Gesù arriva persino a sconvolgere l’ordine del creato: può essere spostato un monte? Ma la fede può operare l’impossibile. Là dove una situazione vorrebbe inchiodarti alla sua valenza negativa, la fede riesce a cogliere la grazia che può portare con sé anche la situazione più buia. Anche là dove ti verrebbe a mancare la terra della sicurezza a cui abbarbicarti con tutte le forze, anche là la fede non perde il suo vigore. Là dove senti che la tua vita naviga sull’incertezza dei flutti e una immensità senza confini ti fa paura, la fede crede che egli verrà sulle onde, anche nel cuore della notte. E non sarà un fantasma.

È la fede che non rincorre prodigi spettacolari ma compie il prodigio quotidiano di un amore che non vien meno; è la fede che se non ferma la violenza, tuttavia non si arrende; è la fede che anche se rapine e contese imperversano, non si piega.

Quale fede dunque? Non la fede dei fondamentalismi di ogni specie né quella degli integralisti di ogni religione e neppure quella scialba di chi si defila quando qualcosa è fuori programma. Non una fede tronfia e arrogante, ma simile a un granellino di senapa. Una fede capace di servizio che mai si arroga il diritto di farla da padrona. La misura della tua fede, infatti, è lo stare nella vita servendola.

La fede non è questione di aggiungere cose a cose, riti a riti, preghiere a preghiere. Questa è la pratica religiosa, non la fede. Questa è la religione, quel modo di esprimere la fede che ha bisogno di essere visto, notato, riconosciuto. La fede non va mai a braccetto con la spavalderia.

La fede è quel credito di fiducia che tu consenti all’amore incondizionato di Dio nei tuoi confronti. Sta sicuro: ne basta un granellino. È più che sufficiente. Basta questa consapevolezza piccola che il suo amore verso di te non viene mai meno perché diventi nella tua vita una potenza di trasformazione inimmaginabile: sarai persino in grado di far spostare uno degli alberi più radicati, il gelso, e addirittura di ripiantarlo là dove mai immagineresti, nel mare. E vuoi che quel piccolo credito di fiducia non ti dia la forza di accompagnare pazientemente i cammini e di superare l’amarezza e l’istinto di vendetta lanciando un ponte nella direzione dell’altro per ricostruire la relazione distrutta dall’offesa?

Se solo ne avessi un granellino… Sempre così la misura di Dio: un solo bicchiere d’acqua, delle briciole lasciate cadere dalla tua mensa, l’incontro dell’ultimo minuto sulla croce…

Quel piccolo credito di fiducia quanto un granellino di senapa è ciò che ti consente di attraversare i giorni in cui persino la preghiera si fa scomposta, quasi dissacrante, misurata com’è da eventi che sconquassano anche chi aveva riposto in Dio la sua speranza. Ebbene, quei giorni li puoi attraversare non perché ti vengono risparmiati come tutti chiederemmo, ma perché sai di essere radicato in una promessa che Dio senz’altro porterà a compimento. Anche se a suo tempo.

 

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Questa voce è stata pubblicata il agosto 11, 2017 da in Omelie.
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