acasadicornelio

Quello che a prima vista potrebbe sembrare un titolo per "iniziati" vuol essere, piuttosto, un invito a riconoscere e comprendere che, molto spesso, lo Spirito del Signore – proprio come con Pietro in casa del centurione Cornelio (cfr. At 10,1-44) – ci ha già preceduti nella storia di tanti uomini e donne che con docilità si sono aperti alla sua azione, scoprendo, così, che Dio non fa preferenze di persone. Per questo non spetta a noi porre impedimento a Dio (At 11,17)… Antonio

Il dono di sé – Venerdì XVIII settimana del T.O.

fidatiQuella a cui Gesù accetta di sottomettersi è una passione ingiusta per mano di uomini. Ma senza di essa lo svelamento di Dio come amore sarebbe rimasto incompiuto.

Pietro, tuttavia, figlio com’è del nazionalismo religioso, ha in testa un altro modello, un modello vincente. L’immagine di un Messia mite, umile, che non s’impone, ma propone, lo turba a punto da contestare Gesù a quattr’occhi. E allora, persino un papa può diventare satana, chiunque di noi può esserlo se di Gesù e della Chiesa abbiamo un modello vincente.

Così diverso è il modello adottato da Gesù. Il rifiuto della violenza e della forza, il dono di sé non sono solo la scelta operata quando morirà sulla croce. No, è la scelta costante di tutta la vita.

A questo punto Gesù ci introduce in una ulteriore rivelazione. Stare con lui vuol dire rinnegare se stessi, prendere la propria croce e seguirlo. Discepolo è chi ama Gesù e il suo vangelo da vivere unicamente per questo, radicalmente liberato dalla preoccupazione di sé (rinnegamento), liberato dalla paura del patire (prendere la croce) e dal perdere la vita. Discepolo è chi vive nella consapevolezza che la vita si guadagna donandola, si ottiene spendendola, si conquista affidandola.

Quale croce siamo chiamati ad assumere oggi? La croce di continuare a credere nel regno di Dio e di annunciarlo anche quando attorno a noi non se ne vedono i segni e c’è chi ci domanda: “Dov’è il tuo Dio?”; la croce di non aver vergogna del vangelo quando vediamo che il perdere la vita, oggi è considerato una proposta senza senso; la croce di parlare di fraternità mentre le divisioni sono ancora la struttura portante della nostra società. Solo portando queste croci noi pronunciamo il nome di Cristo senza tradirlo.

Cristo non è uno che capisco, ma uno che mi attrae. Cristo non è uno che conosco, ma uno che mi afferra. “Capire” Gesù può essere anche facile, ma “com-prenderlo” nel senso originario di prendere, afferrare, stringere e infine possedere il suo segreto, è possibile solo se la sua vita mi ha ’preso’ e pongo i miei passi sui suoi passi, rinnovo le sue scelte, preferisco coloro che lui preferiva, spendo la vita per qualcosa che conti più dei miei interessi. E saprò di Cristo solo ciò che di Lui ho vissuto.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il agosto 10, 2017 da in Omelie.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: