Loda il Signore – Esequie Donato Veluzzi

Loda il Signore Gerusalemme!

Sono le parole che la liturgia ha messo sulle nostre labbra mentre ci congediamo dal nostro fratello Donato e ci stringiamo attorno ai suoi cari in questo momento di dolore e di prova.

Loda il Signore Gerusalemme!

Sembrano improprie queste parole in una circostanza luttuosa eppure, proprio quelle parole, danno il tono a quanto stiamo celebrando ed esprimono il senso di quello che stiamo facendo.

Loda il Signore Gerusalemme!

Il motivo primo della nostra lode è quello che oggi celebriamo, la solennità del SS. Corpo e Sangue del Signore Gesù. Il Signore ha voluto perpetuare la sua presenza tra noi perché non patissimo l’angoscia della solitudine e perché ci nutrissimo di ciò che solo è in grado di saziare la nostra vera fame.

Tuttavia, abbiamo motivo per lodare il Signore per l’esistenza di Donato che, sulla scia del Signore che sempre ha amato con profondo spirito di fede, è stata un vero pane spezzato per la sua famiglia, prima, e per tutti coloro che si interfacciavano con lui, poi. Un uomo retto che aveva fatto dell’operare il bene sempre, un vero e proprio stile di vita. La sua casa era punto di riferimento  per tanti che da Accettura o da Tricarico gravitavano verso la nostra città per adempiere commissioni di vario genere. Donato è stato l’uomo fatto sì, sempre a disposizione proprio come il Signore di cui si nutriva.

Che cos’è che immette in noi una tale disponibilità? Non è solo questione di temperamento o di carattere ma il permettere che il sacramento dell’Eucaristia sprigioni in noi tutta la sua potenzialità.

Se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Non basta condividere il suo pensiero: è necessario condividere il suo destino. E qui non possiamo non confessare la nostra insipienza mentre ci illudiamo di essere esperti nel mestiere di vivere. Non abbiamo il codice per comprendere che la vita si guadagna donandola, si ottiene spendendola, si conquista affidandola.

La sfida è radicale: stare nel mondo perseguendo la logica di quel modo di pensare che  si presenta come unica alternativa, proponendo una fuga da questo mondo verso un paradiso altro o accettando questa storia riconosciuta e assunta come luogo nel quale esprimere un diverso modo di essere e di stare?

Mangiare la carne del Figlio dell’uomo: entrare in sintonia e in comunione con la stessa esistenza del Figlio Gesù fino a diventare una cosa sola con lui. Il mangiare, infatti, dice il fondersi di due realtà che finiscono per diventare una sola. Il senso della vita – vita eterna – è dischiuso già qui, già ora per chi accetta di stare nella vita facendosi pane spezzato per altri.

Bere il sangue: diventare capaci di entrare in un atteggiamento di dono di sé anche a prezzo della vita. La prospettiva non è quella di una morte cruenta ma dell’umile testimonianza di chi mette a disposizione tutto di sé nei confronti di chi ha bisogno di essere amato.

Entrare in comunione con il Signore Gesù significa smettere di rimanere in un uso egocentrico dell’esistenza fino a proiettare la persona fuori di sé. Che cos’hai di tuo che non hai ricevuto? dirà Paolo. La vita: un continuo restituire quanto per grazia ci è stato partecipato.

Stare nella storia come il Figlio di Dio, tutti accogliendo e custodendo, nessuno ricacciando. Consapevoli che il frammento della mia umana avventura, la cifra della mia umana avventura, può riscattare la fame di tanti.

Sappiamo, tuttavia, come nel corso della storia abbiamo finito per sminuire il senso delle parole di Gesù le quali non si fermano al piano rituale: esse invitano a fare eucaristia nel quotidiano con l’atteggiamento benevolo, il gesto gentile, il sorriso incoraggiante, la mano tesa.

Quando alla vigilia della passione ripeterà: fate questo in memoria di me, il questo non era riferito ad un gesto formale, ma: fate anche voi quello che ho fatto io. Ciascuno doni se stesso per la vita degli altri, come può, seconda la propria misura.

Rito sterile, perciò, quello che stiamo celebrando se non ha il suo sbocco naturale in una eucaristia esistenziale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.