Tocca a voi – I Comunione – Ascensione

“E ora che succede?”.

Sembrava tutto finito. Gesù veniva sottratto allo sguardo degli apostoli che non avevano trovato di meglio che continuare a fissare il cielo. Se non fosse stato per i due angeli sarebbero rimasti a guardare incantati chissà fino a quando.

“Perché state a guardare il cielo?”. È la terra che bisogna guardare.

Cari amici, queste parole sono rivolte  a voi che tra poco riceverete per la prima volta l’Eucaristia.

Un giorno Gesù aveva detto: “è bene per voi che io me ne vada”. E a queste parole aveva aggiunto che era necessario andarsene altrimenti non sarebbe disceso lo Spirito Santo. Ma è anche vero che egli se ne va perché sa di poter contare su di voi. Da oggi Gesù ha un nuovo indirizzo: immediatamente ci verrebbe da pensare che egli sia accanto al Padre suo ed è vero, ma è altrettanto vero che egli ha scelto come indirizzo provvisorio il vostro cuore, la vostra esistenza.

“E ora che succede?”, si chiedevano stupiti gli apostoli.

“Tocca a voi”, ripeterono gli angeli.

“Tocca a voi”, sì a ciascuno di voi che oggi celebrate la I comunione.

Che cosa tocca a voi? Solo ricordarsi ogni tanto di venire in chiesa per nutrirsi di questo Sacramento? Certo, anche questo.

Tocca a voi, anzitutto, essere segno della sua presenza. E come?

Tocca a voi dire parole di bene proprio come faceva Gesù: quando lo si sentiva parlare tutti riconoscevano che mai nessuno aveva parlato come lui. E perché? Perché non erano parole dette tanto per dire, parole vuote.

Tocca a voi usare gesti di attenzione. Di lui si diceva che era passato in mezzo agli uomini facendo del bene a tutti.

Tocca a voi essere capaci di perdono: per Gesù nessuno di noi equivale al male che possiamo aver compiuto. Possiamo aver sbagliato talvolta ma non possiamo mai concludere che la nostra vita è uno sbaglio. C’è in noi qualcosa di bene che è ancora possibile realizzare.

Tocca a voi fare il primo passo, prendere l’iniziativa.

Tocca a voi vivere fiduciosi nella certezza che colui che oggi entra per la prima volta nella vostra vita non vi lascerà mai soli. Lo ha promesso: “Sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

Un giorno il re Davide, quando finalmente Israele si era stanziato, ebbe l’idea di voler costruire una casa anche per il Signore. Ma questo progetto non piacque al Signore perché, gli disse: “Tu vuoi costruire una casa a me? Sono io che costruirò una casa per te”, annunziando la nascita di Gesù, cioè dell’Emmanuele, del Dio-con-noi. E aggiunse: “Sono stato con te dovunque sei andato”. Che cos’è un amico se non uno che è capace di stare con noi dovunque andiamo, in qualunque situazione dovessimo venire a trovarci.

Oggi, celebrando l’Ascensione, avviene come quando un ragazzo decide di presentare la sua ragazza ai suoi genitori. Oggi Gesù presenta ciascuno di noi, ciascuno di voi al Padre suo. Di solito in una tale circostanza si usa regalare un oggetto prezioso. Il Padre, invece, non ci dona un oggetto ma una persona: lo Spirito Santo, ossia, la forza stessa che ha animato la vita di Gesù. Sì, è come una festa di fidanzamento quest’oggi.

Capiamo perché possiamo cantare: “Sì, il cielo è qui su questa terra, tu sei rimasto con noi ma ci porti con te nella tua casa”.

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