La fede che perdura – Lunedì VII T.O.

lavorosett09Credo, aiuta la mia incredulità

Ci sono situazioni che più di altre evidenziano come la fede non sia scontata ma addirittura conosca un vero e proprio dramma. Il padre che si rivolge a Gesù vive proprio qualcosa di drammatico. Da una parte vorrebbe credere, dall’altra qualcosa lo spinge in tutt’altra direzione. È vero: la fede non va da sé.

Nel dire: ‘credo, aiuta la mia incredulità’, sta confessando qualcosa di molto importante: ‘credo al punto di credere che tu possa guarire la mia incredulità’. Ecco il miracolo vero.

Che certe situazioni possano essere affrontate solo con la preghiera non vuol dire che essa sia da intendere come un potere: la preghiera è confessione di un’impotenza grazie alla quale imparo e accetto di affidarmi ad un Altro. Ci si apre a Dio, infatti, solo quando abbiamo coscienza di una fede debole e bisognosa di crescere. C’è un’arroganza della fede che talvolta, troppo sbrigativamente, ci induce a farci ritenere credenti. Tale fede resterà a misura nostra, non di Dio.

Tanto la fede quanto l’amore non sono mai due realtà acquisite una volta per tutte: hanno bisogno di essere continuamente inverate e rinnovate.

 

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