Non lontano è Dio – Prepararsi alla liturgia domenicale (II di Avvento)

battistaLa liturgia di questa II domenica di Avvento ci fa frequentare linguaggi diversi: il linguaggio che denuncia e scuote di Giovanni Battista e quello che annuncia e incanta del profeta Isaia. Tanto l’uno quanto l’altro ci attestano che il Signore “non è lontano e desidera visitarci” (Filarete di Mosca). Ciò che conta è accorgersi di questa opportunità e orientare decisamente i nostri passi verso di essa. Cos’altro chiede il Battista quando annuncia: Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino se non di accorgersi di questa vicinanza? Questa è la prima cosa da fare: sentire la vicinanza di Dio, scrutarne i passi, presagirne la presenza, gustarne l’offerta di amicizia. Forse è per questo che nulla accade più nella nostra vita, perché non ne so più riconoscere i passi e leggere i segni del suo passaggio.

Tutta la liturgia di questa II domenica è attraversata dalla convinzione che anche se le speranze umane dovessero venir meno, non così la promessa del Signore.

Tronco secco erano diventate le istituzioni d’Israele, senza più alcun futuro. Chiamate ad essere segno della benedizione divina per il suo popolo si erano rivelate incapaci di restare fedeli al compito ricevuto. Quando uomini e istituzioni hanno fallito il loro mandato cosa è ancora possibile attendersi? Non è la cronaca di questi giorni: era la situazione d’Israele descritta da Isaia, secoli e secoli fa, eppure, ahimè, quanto meno attuale. Davvero desolante la situazione di quel popolo, non diversa dalla nostra: la desolazione più vera non era tanto il non avere più nulla su cui contare ma il non attendersi più nulla. La morte della speranza, appunto. E non è forse ciò che più caratterizza questi nostri giorni il non attendersi più nulla? Ne abbiamo viste e vissute troppe per poter ancora sperare.

Ma Dio, tuttavia, non si rassegna a una simile lettura delle cose: la speranza è più forte della realtà. Egli non ha mai smesso di avere a cuore la sorte di questo tronco secco che è anche la nostra umanità: a Israele allora, a noi oggi, ripete che un discendente di Davide, Gesù di Nazaret, sarà l’artefice di un nuovo inizio. Quell’uomo Gesù, infatti, se riconosciuto e accolto può significare per ogni uomo una possibile ripartenza.

La storia può ripartire nella misura in cui ciascuno riconosce le sue ipocrisie e si assume le proprie responsabilità. Guai a coniugare la fede come una sorta di spiritualismo consolatorio, a ritenerla una sicurezza sulla base di una appartenenza e di una religione professata con le labbra. È possibile sperare non quando ci si ripete una cantilena tranquillizzante circa un futuro diverso ma quando la speranza è tradotta con un impegno serio e reale, portando frutti di conversione.

Il Battista nelle dune del deserto propone un itinerario di conversione non a dei pagani ma a dei credenti: avere Abramo per padre nella fede non è un vanto da esibire come una carta di credito. Convertirsi, sulle labbra del Battista, equivale a una apertura di credito nei confronti di Dio permettendogli di venire a trasformarci. Convertirsi è accogliere la possibilità di essere davvero se stessi. A un prezzo: farsi battezzare. Che non equivale soltanto a compiere un rito in più, come pensavano farisei e sadducei, ma permettere che qualcosa dentro di noi muoia per sempre per lasciare il posto ad altro che chiede di venire alla luce.

A chi accetta di frequentare il deserto il Battista offre nuove opportunità:

  • vincere l’accanimento dell’abitudine,
  • superare la presunzione di essere già nel giusto,
  • restituire un senso a norme e tradizioni non poche volte asfittiche,
  • vivere un progetto senza inganno,
  • proferire parole più profonde,
  • coltivare orizzonti più chiari.

Il Battista ricorda ai credenti di non rinchiudere mai Dio e la sua Parola in uno schema religioso se non vogliono perdere l’appuntamento che Dio fissa con loro nella carne dell’umanità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.