Santa Elisabetta della Trinità – Esercizi spirituali presbiteri Maddaloni – 8 novembre

elisabetta_della_trinita26 appena, gli ultimi cinque dei quali vissuti nel Carmelo di Digione, ma quanta ricchezza nell’esistenza di Elisabetta della Trinità. Il suo segreto? La sua firma: “laudem gloriae”, essere a lode della gloria di Dio.

Questa sua identità e questa sua missione nacque dalla scoperta del vero volto di Dio: un Dio che è amore, che non vive solitario, ma che è Trinità e che ci invita a vivere uniti a lui per essere capaci di amare come lui. Preoccupazione di Elisabetta fu proprio come ricambiare tanto amore? Vivendo “a lode della sua gloria”.

Il luogo in cui si rivela la gloria di Dio è la storia  intesa come quotidiano, come ordinario, se è vero che “gloria” indica Dio nel suo agire. C’è un Dio all’opera nell’opacità degli eventi e nella ferialità delle relazioni.

È solo quando siamo abitati da consapevolezza che riusciamo a scorgere e riconoscere i segni di un Dio che si fa vicino. Attenzione ad ogni cosa, alla parola come al silenzio, al gesto come allo sguardo: Dio non ha cessato di compiere le sue promesse di bene che passano proprio attraverso la nostra capacità di prenderci cura della vita in tutte le sue espressioni. Se imparo a vivere con attenzione, il mondo si popola di infinite presenze di Dio.

Essere a lode della gloria di Dio significa diventare tramite della sua presenza, segno di lui. Quando ciò non accade è perché stiamo cercando la nostra gloria, stiamo prendendo gloria gli uni dagli altri (cfr. Gv 5,44). Per essere a gloria di Dio è necessario uscire da una logica autoreferenziale.

Il cristiano non vive come se non ci fossero problemi, non dimentica i gravi momenti di crisi. Tutto assume in un atteggiamento di accoglienza fiduciosa perché riconosce che ogni piega della sua storia, quella più nascosta come quella più contraddittoria, fa parte di una storia amata da Dio e che egli sempre riscatta e ricapitola.

Non esiste un tempo da maledire se è vero che Dio stesso lo ha fatto suo, egli che è l’Eterno, e ha disseminato in esso il desiderio irresistibile di un tempo sempre nuovo. Dio stesso ha obbedito al tempo, il suo; ha dovuto, anch’egli, attendere la pienezza del tempo trasformando attimi in una storia di salvezza.

Di solito viviamo eventi e situazioni come accadimenti che leggiamo quali frutto di coincidenze o, comunque, di fattori imponderabili, che racchiudiamo in maniera sbrigativa sotto la voce “destino”, quasi fossimo soltanto dei semplici esecutori di un copione scritto altrove da chissà chi e che scopriamo a mano a mano che viviamo. Come se le cose debbano procedere per il loro verso, inesorabilmente.

In una simile lettura delle cose non c’è spazio per il rendimento di grazie. Al massimo può esserci la rassegnazione o il risentimento, ma non la gratitudine. Non c’è spazio per la riconoscenza là dove abita la convinzione di poter bastare a se stessi e, quindi, di non dover nulla a nessuno perché autosufficienti sin dall’origine.

Non c’è spazio per lo stupore là dove ciò che si è e ciò che si ha, lo si considera come dovuto. Ci accade sovente, soprattutto nelle relazioni con gli altri, di percepirci come se non avessimo mai avuto un inizio, come se fossimo senza padre e senza madre, come se fossimo degli “abitanti solitari di un deserto di sentimenti”. Ci percepiamo spesso come se fossimo noi da soli contro tutto il mondo e perciò perennemente intossicati da noi stessi. Stiamo al mondo come se fossimo reduci da un’“overdose di un io smemorato e noncurante”. Come se la nostra storia non possa interessare a nessun altro fuorché a noi stessi.

La lode nasce nel terreno del riconoscimento, nasce quando siamo in grado di esercitare l’arte del voltarci indietro, non tanto per indulgere verso un atteggiamento nostalgico quanto per recuperare il contatto con tutto ciò che ci precede. La gratitudine sboccia là dove si ha la consapevolezza di essere accompagnati da qualcuno e perciò mai soli.

Essa, infatti, fiorisce solo si è capaci di leggere la storia con sguardo di fede, se la si accosta con gli occhi di Dio. Quegli occhi, infatti, tutto riscattano: ogni frammento di tempo si trasforma in tessera preziosa di un mosaico che Dio va delineando restituendo senso a ogni piccolo risvolto. “Nulla va perduto della nostra vita: nessun frammento di bontà e bellezza, nessun sacrificio per quanto nascosto ed ignorato, nessuna lacrima e nessuna amicizia”.

La lode nasce là dove si riconosce che persone o situazioni ci hanno stupito non soltanto per la loro imprevedibilità ma soprattutto per la loro gratuità.

Si apre a parole e gesti di lode solo chi, mentre riconosce la grandezza dell’amore del Signore per noi, non teme di confessare il proprio limite e il proprio bisogno di essere toccato da un gesto di tenerezza.

“Io ho trovato sulla terra il mio cielo, perché il cielo è Dio e Dio è nella mia anima; vorrei svelare questo segreto a tutti quelli che amo, perché anch’essi aderiscano sempre a Dio”.

Una fede dietro le quinte – quella proposta dal vangelo – la cui unità di misura è il tuo farti servo: ecco la proposta evangelica. Ciò che fai non lo fai per ricavarne un utile. Ti basta solo sapere di aver servito, di aver favorito lo scorrere della vita, di essere stato nel luogo giusto al momento giusto. La tua gioia sta nell’essere stato ritenuto degno di servire il Regno di Dio. Sei lieto semplicemente di aver servito, quotidianamente: non servi inutili, perché il lavoro di ciascuno di noi è prezioso, ma servi senza utili, cioè senza pretese e senza rivendicazioni, la cui ricompensa – dirà Paolo in 1Cor 9,18 – è quella di predicare gratuitamente il vangelo, senza usare del diritto che pure il vangelo potrebbe conferire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.