Peregrinatio misericordiae – Tolve, 13 ottobre 2016 – La semplicità di Maria

image-13-10-16-04-26Perché tanto accorrere in questi giorni per la peregrinatio misericordiae? È come se, d’improvviso, un canale riarso diventasse nuovamente capace di accogliere l’immeritata fiducia di Dio. Non è forse vero che, a volte, il profumo di un certo cibo ci ricorda un’antica pietanza a noi preparata dalle mani premurose di nostra madre? Per quanto la nostra memoria dimentichi, talvolta basta un nonnulla per riattivare ricordi ed esperienze altrimenti sopite. Nella vita spirituale accade lo stesso: per quanto l’esperienza del peccato ci abbia condotti lontano dalla casa paterna, basta lo sguardo tenero della Madre di Dio, per far sciogliere di tenerezza i nostri cuori induriti.

Da quando Gesù morente si è privato dello sguardo e dell’abbraccio della Madre, il nostro cammino di fede è indissolubilmente legato a lei: “Figlio, ecco tua madre!”. In modo misterioso ma non per questo irreale, possiamo smarrire tutto tranne che la fedeltà a questa consegna. Tutti sappiamo che in qualsiasi istante e in qualunque condizione, nessuno sarà mai ricacciato dall’abbraccio materno di Maria. Non chiediamo ancora a lei di prenderci per mano persino nell’ora della nostra morte? A chi se no?

Ha ragione papa Francesco allorquando afferma: “Se tu vuoi sapere chi è Maria, vai dal teologo, e ti spiegherà bene chi è Maria. Ma se vuoi sapere come si ama Maria vai dal popolo di Dio, che te lo insegnerà meglio”.

Il nostro corpo, lo sappiamo, sviluppa nel corso del tempo un suo sistema di difese, intaccato il quale è a rischio la stessa sopravvivenza. Ebbene, il vero sistema immunitario della vita spirituale è proprio il legame con Maria. Quando tale legame si affievolisce, siamo esposti ad ogni genere di attacco. Tutte le volte che noi ricorriamo a Maria è come se facessimo una provvista di speranza e assumessimo l’antidoto al male. Per questo, la gratitudine più che la supplica è il motivo primo dell’attaccamento a questo simulacro della Vergine Maria: perché non è mai accaduto che avendola invocata, la Madre di Dio sia rimasta insensibile alla nostra richiesta.

Che cosa vorremmo ottenere come grazia per noi da questa peregrinatio misericordiae della Madre di Dio? La grazia della semplicità, ossia, come dicevano i latini, dell’essere sine plica, senza pieghe.

Com’è la semplicità di Maria?

Se la contempliamo a Nazaret, la semplicità si dispiega come obbedienza della fede.

Se la contempliamo nella casa di Elisabetta, la semplicità si dispiega servizio della carità e presenza che suscita gioia.

Se la contempliamo nella fuga in Egitto, essa si dispiega come abbandono fiducioso che scaccia l’ansia.

Se la contempliamo al tempio, si dispiega come fedeltà alla legge e disponibilità ad accogliere ciò che Dio ha da dire sulla sua vita e su quella del Figlio.

Se la contempliamo a Cana, si dispiega come capacità di affrettare l’ora della nuova alleanza.

Se la contempliamo sul Golgota, si dispiega come capacità di non smarrire la fede nell’ora della tenebra e del grande silenzio di Dio.

Se la contempliamo nel Cenacolo, si dispiega come presenza che prepara l’effusione dello Spirito Santo.

Maria rifulge di splendore per la sua semplicità dal momento che la sua esistenza non è fatta di decorazioni giustapposte, non conosce sovrastrutture o orpelli: la sua vita mira all’essenziale e l’essenziale per lei come per tutti noi è custodire il legame con il Figlio suo. Alle nozze di Cana potrà chiedere ai servi di fare “qualunque cosa” il Figlio avesse chiesto, perché lei, dopo il Figlio suo, è l’obbediente per eccellenza. Se a Nazaret Dio potrà disporre di lei per l’Incarnazione del Verbo mediante il suo fiat, sul Golgota, il Figlio potrà disporre di lei mediante il suo stare. Il fiat che immediatamente si traduce con l’alzarsi e il raggiungere in fretta, si esprime nella sua forma più alta e più vera nel semplice stare.

La sua bellezza e la sua semplicità non ha nulla di ricercato, anzi. Proprio perché connaturale con la sua persona, bellezza e semplicità traspaiono tanto dalle sue parole quanto dai suoi silenzi e dai suoi gesti.

I suoi occhi sono luminosi perché continuamente irrorati dalle lacrime che manifestano la sua sollecitudine materna.

L’essere stata guardata da Dio in modo unico e irripetibile non fa di lei un’orgogliosa, né il suo sguardo tradisce altezzosità. Il servizio che lei esprime si incarica di esprimere il suo stupore perché Dio si è chinato su di lei e la gioia che la abita testimonia il suo restare ancorata alla fedeltà di Dio.

Fa’, o Madonna del Sacro Monte, Madre nostra, che possiamo godere sempre della Tua amorevole protezione in vita e più ancora in morte e che veniamo poi a vederti sul Monte Eterno in cielo e a ringraziarTi e benedirTi per sempre.

Amen.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.