Cristo l’uomo all’uomo svela – XXXI domenica del T.O.

Ci sono momenti che valgono un’eternità. Ci sono occasioni che hanno tutta l’aria della svolta di un’intera esistenza. Ci sono attimi che, se lasciati passare, rischiano di pregiudicare per sempre il senso di una vita. Quel giorno a Gerico qualcuno intuì che il passaggio di Gesù valeva persino la pena di esporsi al ridicolo. Sì,…

Ss. Simone e Giuda

Accogliere la pagina evangelica di questo giorno significa accettare che il Signore scommetta di nuovo su di noi pur consapevoli di non essere all’altezza del compito affidatoci. Questa offerta, attesta il vangelo, non è frutto di non avvedutezza. Anzi. Gesù ha trascorso tutta la notte in orazione: cioè, lui per primo si è posto in…

Il rifiuto e il lamento – Giovedì XXX settimana del T.O.

L’intenzione sembrava buona: i farisei, preoccupati della sorte di Gesù, lo avevano messo in guardia da Erode e perciò lo avevano invitato ad allontanarsi da Gerusalemme. Era davvero questa la motivazione della loro premura o non c’era, forse, il desiderio di sbarazzarsi di un uomo scomodo? In fondo era persona non gradita: quell’uomo destabilizzava i…

Anche le palpebre – XXX domenica del T.O.

È più forte di noi la logica del confronto. È come se col latte materno avessimo introiettato un innato bisogno di stabilire precedenze facendo paragoni. È come se, per dire chi siamo, necessitassimo di avere qualcuno da tenere sullo sfondo per far rilucere meglio tutte le nostre caratteristiche migliori. È più forte di noi il…

Giovanni Paolo II: l’uomo, il papa, il santo

“Laudato sii mi, Signore, per Giovanni Paolo II che de te Altissimo porta significatione”. In questi giorni sono andato spesso interrogandomi su come interpretare quel fenomeno sorprendente di folle che piangendo per la scomparsa del papa, hanno desiderato esprimere il loro affetto, la loro riconoscenza e la loro ammirazione, con la presenza, con la preghiera,…

Nella buona e nella cattiva sorte – XXIX domenica del T.O.

Viene per tutti – oh sì se viene – il momento in cui ti attraversa una sorta di tarlo che vorrebbe convincerti che è meglio mollare tutto: a che serve, infatti, continuare a guardare un cielo che sembra assistere spettatore sordo e muto al tuo lamento e alla tua invocazione? A che serve credere che…