Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia – Madonna di Viggiano

madonna_nera_viggiano“Misericordia per tutti, o Madre di misericordia”.

Vorrei che a guidarci in questo nostro pellegrinaggio nella casa di Maria, sia proprio l’invocazione che la Chiesa pone sulle nostre labbra allorquando preghiamo la Supplica alla B.V. di Pompei.

“Misericordia per tutti, o Madre di misericordia”.

La misericordia di Dio e Maria Madre di misericordia non sono realtà di recente scoperta, come taluni sarebbero portati a pensare. L’età medievale ha avvertito in modo intenso questo titolo mariano da raffigurare spesso la Madre di Dio con un grande manto che assicura difesa e protezione per tutti i suoi figli.

Sarà san Bernardo di Chiaravalle a sintetizzare mirabilmente: “Non vi è peccatore, per quanto sia enorme la quantità dei suoi peccati, che si perda se Maria lo protegge”.

Chi di noi, se in lui non ha lasciato spegnere il lume della coscienza, può dire di essere senza peccato? “Tutti hanno peccato e sono privi della grazia di Dio” (Rm 3,23). I nostri errori ci subissano, le nostre colpe ci opprimono, le nostre omissioni ci inquietano, la memoria del male compiuto impedisce non poche volte di sperare una novità di vita. Verrebbe da gridare col salmista: “Chi ci farà vedere il bene?” (Sal 4,7).

È vero: grande è il peso dei nostri peccati ma di gran lunga più superiore è l’abisso del cuore di Dio. E Maria cosa c’entra in tutto questo? Ella è colei che col suo manto ci protegge dal precipitare nell’abisso preparato per noi dal Maligno, ci aiuta a riconoscere tutta la nostra distanza dalle vie del Signore e ci indica quali strade sono da percorrere per non ricadere di nuovo nel baratro dell’infedeltà.

Che cosa fa la misericordia per noi? Compie un vero e proprio atto di creazione nuova: il nostro cuore, infatti, per la misericordia di Dio diventa il terreno fecondo in cui il Signore getta a piene mani i germi del bene.

È vero siamo protagonisti e spettatori di un vero abisso del male: la chiusura all’altro che si declina con forme violente, la propensione all’infedeltà e al tradimento, l’indifferenza che genera solitudine e isolamento, per non parlare delle tante espressioni del male in cui noi stessi restiamo come impantanati. Eppure, “dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazia” (Rm 5,20); dove maggiore è la distanza, più grande è il gesto di tenerezza di Dio.

“Volgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi”.

Quanto abbiamo bisogno che Maria ci impresti il suo sguardo, ci faccia dono dei suoi stessi occhi per vedere le cose così come le guarda Dio! Gli occhi della Madre di Dio si posano su quelle realtà che maggiormente necessitano di essere ripensate secondo il progetto originario di Dio.

“La dolcezza dello sguardo della Madre di misericordia ci accompagni perché possiamo tutti riscoprire la gioia della tenerezza di Dio” (MV 24).

Ci è capitato senz’altro durante la nostra infanzia che, dopo averne combinata qualcuna delle nostre, per timore di incrociare lo sguardo più severo del papà, abbiamo fatto ricorso alla mamma sicuri che, aggrappandoci a lei, avrebbe avuto un altro metro di giudizio su quello che avevamo fatto. La dolcezza dello sguardo della Madre: ella ha uno sguardo speciale, riesce a cogliere sempre il bene nascosto nei propri figli. Il suo sguardo riesce a mettere in luce il fatto che molto spesso i figli sono più infelici che cattivi.

A lei dobbiamo chiedere che quando ci accade di non compiere il bene che vorremmo ma di fare il male che non vorremmo, e ci verrebbe voglia, come Adamo, di andare a nasconderci per paura del giudizio del Padre, ci avvolga con la tenerezza del suo sguardo materno e ci spinga a fidarci ancora una volta di ciò che Dio nostro Padre ci chiede.

Accostarci alla Madre della misericordia, infatti, vuol dire misurarsi con le esigenze dell’amore vero.

Lei che è la Madre del bell’amore ci insegna a diventare anche noi misericordiosi. Come?

Esercitando la virtù della pazienza che “comporta sempre un senso di profonda compassione”, poi la benevolenza, ossia la capacità di donarsi per il solo gusto di dare e servire, poi l’apprezzamento dei risultati altrui senza percepirli come una minaccia, poi il non sentirsi superiore a nessuno con spirito di vanagloria, poi l’amabilità, ovvero la facilità nel tessere legami e nel creare nuove reti di integrazione, poi il distacco generoso di chi non si appropria di nulla ma tutto mette a servizio del bene, poi la disponibilità a non lasciare che le irritazioni lascino inutili strascichi così da segnare la memoria del cuore.

“Misericordia per tutti, o Madre di misericordia”.

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