Prendersi cura – Esequie Mimmo Giannotti

prendersi cura

Era sempre tra i primi, Mimmo, ad accorrere a celebrazioni come questa. Aveva il suo posto fisso qui davanti all’ambone.

All’alba del giorno in cui la Chiesa celebra la Pasqua di Maria nel mistero della sua Assunzione, anche Mimmo ha celebrato la sua Pasqua prendendo congedo dai suoi cari. La morte di Mimmo, come la morte di tutti i nostri cari, ricorda a noi una verità spesso rimossa: nessuno di noi ha sulla terra stabile dimora, tutti siamo pellegrini incamminati verso la dimora che Dio ha preparato per coloro che lo amano.

Mimmo era un uomo buono, un galantuomo, amante dell’amicizia vera, poco incline alle chiacchiere. Aveva un senso innato della giustizia e della rettitudine: si accendeva di fronte alle ingiustizie. Attaccato alla sua famiglia, alla sua Noemi per la quale prenotava sempre per tempo la celebrazione della Messa così da tenere vivo il legame con lei.

I distacchi sono sempre dolorosi, ma quelli da persone significative lo sono ancora di più.

Noi prendiamo congedo da lui in questo giorno in cui la Chiesa fa memoria di san Rocco, un giovane che aveva fatto del pellegrinaggio il suo stile di vita, uno che non aveva assolutizzato niente e nessuno, neppure la sua condizione di nobile, pur di non perdere il legame con il suo Signore che imparò a riconoscere nelle vicende più drammatiche della sua esistenza.

Proprio la sua memoria ricorda a noi la necessità del prenderci cura, ossia dell’avere a cuore. Sa prendersi cura degli altri chi non teme di sbilanciarsi.

San Rocco intraprende un pellegrinaggio verso Roma ma in realtà il Signore fissava per lui ben altro santuario da visitare, un santuario molto più discreto, che non annovera chissà quali prodigi, il santuario del fratello, che molto spesso porta le ferite della povertà, della malattia, perfino della malvagità e della colpa. Il pellegrinaggio intrapreso, infatti, lo conduce all’uomo, alla donna… quasi Dio scompaia per mettere al centro l’uomo, il fratello, l’altro. Storia di nascondimenti quella narrata dalla pagina evangelica: e il suo nascondiglio è quella parte di umanità ferita che incontri sul tuo cammino.

La pagina evangelica attesta che a nessuno di noi è chiesto di compiere miracoli, ma solo di prenderci cura, appunto. È talmente importante prendersi cura dell’altro che Dio lega la vita eterna all’attenzione riservata verso chiunque bussi alla porta del nostro cuore. Il nostro è un Dio nascosto, continuamente da svelare e riconoscere sotto i panni discreti, dimessi o addirittura violenti dell’altro. Anche là Dio può celarsi.

Il senso ultimo della vita non va ricavato allora, stando al vangelo, da quanto si è fatto per Dio, ma da che cosa siamo stati in grado di condividere con i fratelli e le sorelle in umanità. Una salvezza non guadagnata tirandosi fuori dalle situazioni della vita concreta, ma dentro le situazioni umane della relazione e della solidarietà che di per sé hanno nulla di sacro.

Noi decidiamo, nella condivisione e nella relazione che riusciamo a stabilire con l‘altro, ciò che saremo al di là, nel rapporto con Dio.

Venite, benedetti del Padre mio. Noi pensiamo che la benedizione di Dio sia solo nelle chiese. No. C’è una benedizione reale anche nelle case, che non è mediata da ministri di culto. Benedetto perché ti sei preso cura.

Sempre sulla linea della sorpresa il fatto che l’appartenenza al regno di Dio non richiede nemmeno l’esplicita conoscenza di Cristo, ma la concreta accoglienza dell’altro, chiunque esso sia.

Nessuno potrà sentirsi svantaggiato dinanzi al futuro giudizio del Figlio dell’uomo perché il metro ultimo di giudizio non è la devozione avuta verso un Dio invisibile ma la passione verso chi è nel bisogno che tutti possono vedere e incontrare.

“Quando uno viene da te e ti chiede aiuto, allora non devi piamente raccomandargli: ‘Abbi fiducia e rivolgi la tua pena a Dio’, ma devi agire come se non ci fosse Dio, come se in tutto il mondo ci fosse uno solo che può aiutare quell’uomo, tu solo” (detto chassidico).

Avere a cuore: è un affare di mani, di pane, di acqua, di veste, di tempo donato, di porte varcate, di polvere delle strade.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.