Storia di assunzioni – Assunzione B.V. Maria

assuntaNon poteva avere altro esito la vicenda della Madre di Dio. La sua è storia di assunzioni continue: il suo operare non conosce tregua perché non conosce tregua il suo farsi trovare sempre pronta per nuove partenze. Assunta, perché sempre sulla soglia di nuovi ingaggi.

Il Padre l’aveva “assunta” dall’eternità perché fosse il grembo adatto per accogliere il Figlio stesso di Dio. Aveva pensato a lei da sempre e quando un giorno l’angelo le rivelò il pensiero di Dio sulla sua vita, ella non trovò parola migliore per dire la sua disponibilità a fare suo quel progetto, se non un: “Eccomi. Ci sto. Disponi di me come tu desideri”. E per tale assunzione mise da parte il progetto di una famiglia tutta sua, di una vita sua: puoi essere assunto, infatti, a misura di quanto sei disposto ad essere espropriato.

Poi fu “assunta” a farsi tramite della visita stessa di Dio per due anziani parenti. E anche quella volta, mise da parte la giusta attenzione che avrebbe dovuto avere per la sua gravidanza e si inerpicò per i monti di Giuda. All’appello del cuore non oppose esitazioni.

Assunta, ancora, a presiedere a una nascita che non aveva nulla di eccezionale: chissà che cosa aveva desiderato come madre per quel Figlio che portava in grembo! E, invece, accettò di buon grado che quel Figlio venisse alla luce fuori casa e senza neppure il necessario per una nascita che si rispetti. All’appello, non trovò di meglio che “alzarsi” e raggiungere in fretta.

Assunta inoltre a far presto armi e bagagli per cercare rifugio in un paese straniero così da mettere in salvo il Figlio stesso di Dio. E, insieme a quell’altro sognatore impenitente qual era Giuseppe, si fidò di una parola che ancora una volta chiedeva loro la rivisitazione di un legittimo bisogno di tranquillità. Anche quella volta, chiamata, fu trovata pronta.

Assunta, pure, ad entrare in un mistero di incomprensione allorquando si sentirà ripetere dal Figlio dodicenne che egli avrebbe dovuto occuparsi delle cose del Padre suo. Non comprese, eppure non contrastò: di nuovo si disse disponibile a farsi figlia, lei madre, di suo Figlio.

Assunta, poi, a intercettare gli snodi delle relazioni e a cogliere l’umana svista durante una festa di nozze tanto da forzare e anticipare l’intervento del Figlio di Dio. Intuì, Maria, che senza la gioia anche un patto coniugale è presto destinato al fallimento.

Assunta persino ad essere messa da parte dal Figlio stesso allorquando rivelava che se grande poteva essere chi lo aveva allettato, ancor più grande era chi si fidava della sua parola tanto da metterla in pratica. E chi più di lei aveva dato credito a ciò che Dio chiedeva: concepire l’inconcepibile e rendere possibile l’impossibile?

Assunta, ancora, ad acconsentire silenziosamente al mistero della sofferenza e della morte che le strappò prematuramente la vita di quel Figlio unico. Il suo fu lo stare di chi non pretende che le cose vadano secondo le proprie aspettative ma si fida del fatto che “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio”, tutto, finanche la morte.

Assunta, addirittura, a diventare madre del discepolo amato. Accetta, cioè, che il Figlio ancora una volta, anche alla fine disponga di lei chiedendole di far spazio, di diventare grembo per nuovi figli. E lei non batte ciglia: di nuovo si dice pronta ad esercitare un nuovo ministero.

Assunta a tenere viva la fede nel giorno in cui più grande fu la tenebra. Quando la fede di tutti vacillò, Maria perseverò riuscendo ad andare oltre il velo che il silenzio del sabato santo aveva ricoperto la vicenda del Figlio amato.

Assunta, di nuovo, a tenere insieme gli apostoli nell’attesa della Pentecoste, esercitando da subito l’arte di chi doveva preparare gli animi a misurarsi con le visite di Dio.

Chi si era detta sempre pronta alle ininterrotte assunzioni da parte di Dio, visse ancora un’ultima assunzione: stavolta non mettendo più a disposizione una parte di sé ma tutta se stessa, anima e corpo, per partecipare di quella gloria che Dio riserva a tutti coloro che sono stati trovati fedeli. Assunta, senza conoscere la corruzione della morte, perché la sua presenza non fosse più circoscritta ad un luogo e ad un tempo ben precisi, ma potesse essere operante a favore di ogni figlio in ogni luogo e in ogni tempo.

Oggi il Cielo mette la firma a un’esistenza che non ha messo mai tra parentesi né Dio né l’uomo.

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