La prova della libertà – I Domenica di Quaresima

pietre-in-paneL’affacciarsi di ognuno alla vita non è mai indolore; esso è sempre frutto di un travaglio non solo fisico (quello avviene una volta soltanto) ma anzitutto interiore (questo avviene incessantemente) in cui nulla è scontato. L’enigma, infatti, fa capolino più volte nella nostra vicenda. Nulla è già scritto in anticipo e, perciò, nessun copione è consegnato nelle nostre mani se non la luce e la forza dello Spirito Santo mentre, a tentoni, proviamo a farci strada nella storia. Se questa è la sorte di ogni uomo sulla terra, anche l’umanità del Figlio di Dio ha conosciuto lo stesso essere esposta “alla prova della libertà”. Anch’egli misurato con ciò che è proprio di ogni uomo che viene alla luce: dover scegliere e dover decidere. E il mercato delle possibilità è piuttosto ampio e variegato. Lo sa bene satana che presenta a Gesù le tante cose il cui fascino seduce singoli uomini e intere generazioni. Nessun luogo e nessun tempo sono al riparo: i luoghi e i tempi di Dio possono essere altresì i luoghi e i tempi del divisore. E la tentazione non puzza mai di zolfo. Anzi.

Ci sono passaggi in cui con più forza e a più riprese avvertiamo il fascino di un meccanismo che, attraverso l’insinuazione, vorrebbe convincerci che nulla ha più un senso nella vita. Il cuore dell’uomo, soprattutto quando è confrontato da eventi che lo superano o quando si misura con il silenzio che lo mette a nudo, si scopre depositario di letture contrastanti: approcci alla vita che si oppongono, fanno toccare con mano quanto a ragione la Scrittura afferma a proposito del cuore dell’uomo quando lo definisce un abisso. Non sempre – è il vangelo stesso ad attestarlo – è scontato distinguere la lettura che viene da Dio e quella che viene dal suo opposto, se è vero che Satana mette alla prova Gesù proprio attingendo alla stessa Parola di Dio.

Gesù entra nel deserto della tentazione e lì si misura con la stessa seduzione fronteggiata dal primo uomo. Fa esperienza sulla sua pelle di una libertà messa a nudo dalla proposta tanto promettente di chi vorrebbe fargli credere che è solo per la via della prevaricazione che ci si può far strada nella vita, non già per quella della umiltà. Egli ci prova sempre e ogni volta attraverso la via del farti sentire qualcuno e del farti credere di non aver bisogno di nessuno, men che meno di Dio. Ci prova, inoltre, attraverso l’espediente di un bene a pronto consumo e non già dilatato nel tempo com’è invece, la promessa di Dio. Con una differenza, però: che qualora le cose dovessero andar male (come capita spesso in un simile frangente), chi ti ha indotto a percorrere quella strada apparentemente più corta e più facile, subito si smarca da te. Il caso di Giuda sembra non abbia insegnato nulla alle generazioni di uomini e donne che come lui, scandalizzandosi della via della debolezza, hanno deciso di provvedere da sé. Con quale esito? Quello tremendo di chi si sente ripetere: “Ora veditela da solo”. E sappiamo come.

Nel deserto della prova, quello di satana è l’incalzare proprio di chi sta alle calcagna finché non ha ottenuto ciò che si era prefissato: comprare la tua libertà. Era il miraggio anche del figlio minore di Lc 15 e per rincorrerlo si ritroverà ridotto in schiavitù.

Quando lo stomaco è braccato dai morsi della fame, forse che non saresti disposto a venderti al miglior offerente? Cosa non faremmo pur di aver assicurato pane e salute e beni di consumo! Ma Dio non prende nessuno per la fame. Non sa che farsene di un consenso nato sull’onda facile di un prodigio. A lui interessa chi è disposto a giocare la propria vita solo sul credito della parola. Ce lo ha ricordato domenica scorsa Pietro e l’altra ancora, la vedova di Zarepta e Naaman Siro. Chi si fida di Dio sa che più che del cibo che sazia il ventre e soffoca la propria libertà, l’uomo ha bisogno di un cibo che lo metta al riparo dalla disperazione.

Quando il quotidiano diventa logorante e demotivato, forse che non desidereresti qualcosa che ti risparmi finalmente la fatica? Cosa non faremmo pur di lasciare che il nostro nome figuri tra quelli di chi ha segnato la storia per fama! Dio però non seduce con colpi di scena: la fede mal si coniuga con l’emozione che nasce da ciò che è spettacolo. Alla fede ben si addice il dietro le quinte di chi assiduamente tesse la trama per relazioni vere.

Quando la prova fa capolino, forse che non desidereresti un Dio che a suon di bacchetta magica, manifesti in continuazione la sua affidabilità? Cosa non faremmo pur di assicurarci il disporre dei poteri di un essere che non deve sottostare ad alcuno! A Dio però non interessa una fede comprata da un beneficio ricevuto. Egli non ha bisogno, come satana, di ricattare. Il giorno in cui dovessi metterti contro Dio, anche allora, soprattutto allora, Dio non esiterà a fare un passo indietro pur di rispettare la tua libertà. Lo attesta la vicenda del figlio minore, lo attesta ancora di più la nostra storia personale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.