Amarsi – Esequie Raffaele Spolidoro

Poco più di tre settimane fa, avevamo salutato Elena, la moglie di Raffaele e quest’oggi siamo di nuovo convocati in assemblea per prendere congedo da lui. Per via della malattia di cui soffriva, forse si poteva essere convinti che non potesse accorgersi della scomparsa della moglie e, invece, pare proprio di no. Per quanto non sapesse della sua morte, di fatto ne sentiva la mancanza tanto che si domandava quando sarebbe tornata. Un rapporto di quelli di una volta, senza troppe moine, forse, dove anche solo chiamare l’altro per nome era sintomo di debolezza, eppure un rapporto quanto mai vero: “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia”. Un rapporto in cui ciò che contava era l’esserci comunque l’uno per l’altra, a reciproco sostegno e mutua compagnia. Che strano! Oggi è san Valentino e a tema è proprio l’amore, non quello del sentimento che alla prima occasione viene meno, ma quello che ha delle radici ben solide perché attinge al cuore stesso di Dio.

Come il Padre…

Quella sera, quando Gesù apriva il suo cuore ai suoi discepoli e commentava il gesto della lavanda dei piedi, il contesto non era affatto di riconoscimento: era il contesto di un amore in una esperienza di tradimento subìto.

Come il Padre…

E com’è il Padre di cui Gesù ci ha dato la narrazione? È uno la cui proposta è sempre a favore dell’uomo: questo vi ho detto perché… la vostra gioia sia piena. È uno, il Padre, che non sta mai davanti a noi o sopra di noi, straniero o separato da noi. Tutt’altro. Gesù lo ha manifestato come colui che si è pienamente coinvolto nella nostra vita, ci ha scelto ed è passato dalla nostra parte: desidera stare con gli uomini e si impegna a loro favore. Un Dio con e un Dio per. Senza il “con” e il “per” Dio si perde in un cielo astratto, come una realtà evanescente. Il che vuol dire che questo “con” e questo “per” sono definitivi, attestano che ormai Dio non è più pensabile senza gli uomini.

Come il Padre…

Cioè oltre ogni giudizio di idoneità. Gesù, segno di un Dio che non patisce crisi di amore perché non conosce crisi di fede. Forse dovremmo chiederci più spesso se le nostre crisi di amore non radichino in una crisi di fede. Sappiamo, infatti, che Gesù non patirà crisi di amore neanche di fronte all’uomo che lo consegna perché, come dirà Paolo, se noi manchiamo di fede egli però rimane fedele. Dio continua ad amare perché continua a credere nell’uomo indipendentemente dalla sua capacità e modalità di corrispondere all’amore.

Come il Padre…

Un amore senza riserve che non mette mai la pregiudiziale che per dare bisogna avere.

Come il Padre…

Un amore disposto anche a soffrire per non rompere il legame nei momenti in cui la solitudine o la nostra fragilità vulnerabile si manifesta con maggior forza.

Come il Padre…

Un amore che insonnemente e pazientemente riannoda fili quando i legami possono essere a rischio.

Come il Padre…

Un amore come capacità di aspettarsi, di non allungare il passo quando l’altro non è in grado di sostenere il nostro, di sedersi con l’altro sul bordo della strada attendendo che ritorni il fiato e la voglia di riprendere il cammino.

Come il Padre…

Un amore che assume un volto solo a partire dalla relazione che intrattiene. Il Padre, infatti, non ha un nome. Il suo è un nome di relazione: è Padre perché ha un figlio.

Come il Padre…

Un amore che pianta la tenda in mezzo agli uomini non per interrompere la monotonia del cielo ma perché l’uomo è la sua destinazione segreta desiderata da tutta l’eternità. Un amore che crea per averci non per perderci.

Come il Padre…

Un amore che sta nella gioia dell’incontro, mai voltando le spalle anche quando l’uomo dovesse farlo. Un Dio che dalla stanza alta della sua casa scruta l’orizzonte per coglierne il ritorno. Paradossale ma vero: secondo questo amore il giorno stesso dell’allontanamento diventa quello della promessa di un Dio che per nessun motivo avrebbe abbandonato l’uomo. Un amore che non domanda mai conto del torto subìto ma che arriva addirittura ad assumere il torto trasformandolo in una esperienza di attenzione nei confronti dell’uomo colpevole. Un amore che non conosce né la vendetta né il rendiconto.

Come il Padre…

Un amore che riconosce come proprio il compito di lavare i piedi agli uomini: la lavanda dei piedi, il mestiere di un Dio a favore dell’uomo.

Come il Padre… così i figli…

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