Come viene Dio – Battesimo del Signore

battesimoEra stato annunciato come “colui che viene” e Gesù, proprio nel Battesimo al Giordano, conferma tale annuncio riguardante la sua persona. Il Battesimo è un po’ l’ouverture di quella sinfonia che è il vangelo, e come in ogni ouverture sono annunciati i temi che verranno dispiegati nel corso dell’opera. Lì, al Giordano, lo contempliamo proprio nell’atto di farsi vicino, di non marcare la distanza, di non temere quella strana compagnia di uomini e donne in fila per intraprendere un cammino di rigenerazione e di rinnovamento.

Conosciamo tutti la valenza che ha per ciascuno di noi il misurarci con una persona importante che si avvicina a noi per interessarsi della nostra condizione, come sappiamo altresì l’amarezza di chi non solo distoglie da noi il suo sguardo, ma si affretta ad allontanarsi da noi. Quante volte abbiamo commentato compiaciuti: “Sai, mi ha avvicinato Tizio”, o invece abbiamo registrato risentiti: “Sai, ha cambiato strada”. Ecco, in Gesù Dio non cambia strada: egli stesso comincia a battere la nostra perché noi possiamo finalmente ritrovare quella che ci consentirà di diventare nuovamente consapevoli della nostra identità e dignità di figli amati. È Gesù che prende l’iniziativa di condividere la stessa sorte dell’uomo.

Come viene Dio nella nostra vita?

Egli viene non come chi impone la sua forza, ma come chi condivide la nostra condizione.

Viene come uno che non teme di condividere quanto ha di più caro, il Padre suo.

Viene come uno che chiede di essere accudito e custodito, ma si espone anche al rischio di non essere riconosciuto e, perciò, di non essere accolto.

Viene come chi non conosce corsie preferenziali e perciò, come ogni figlio d’uomo, si sottopone alle stesse dinamiche di ogni essere sulla terra.

Viene come chi associa a sé quelli che porta nel cuore e porta nel cuore persino chi lo rinnegherà e chi lo tradirà.

Viene come chi si fa annunciatore di un Dio dalla parte dell’uomo perché l’uomo possa diventare consapevole di ciò a cui è chiamato.

Viene come chi bussa alla porta del cuore per introdurre in una esperienza di comunione senza precedenti.

Viene come chi a tutti concede la possibilità di pentirsi e di riprendere con nuova lena il cammino della vita.

Viene come chi a tutti disvela che persino nelle trame più contraddittorie dell’umano esistere, è dischiusa la luce di un senso se esse sono attraversate grazie alla sua presenza. Per questo gli afflitti, i perseguitati, i poveri possono essere proclamati beati.

Viene come chi versa sulle ferite dell’uomo l’olio della consolazione e il vino della speranza, aprendo così la notte del dolore alla luce pasquale.

Viene come chi restituisce alla fede dei singoli la forza di salvare esistenze altrimenti perdute.

Viene come chi ha attenzione per il dolore degli amici, per quello di una vedova che vede l’unica sua speranza, il figlio, sfiorire nel cuore della giovinezza.

Viene come chi ribadisce la superiorità dell’uomo rispetto a una norma frutto di tradizioni antiche stabilite solo per la durezza del cuor umano.

Viene come chi aiuta a riconoscere il male che c’è nel cuore dell’uomo e perciò nessuno può ergersi a giudice di un altro.

Viene come chi non usa mai il potere per sottomettere ma sceglie lo stile del servizio e come postazione privilegiata, l’ultimo posto.

Viene come chi non teme di mostrare ai suoi che cosa significa seguire i suoi passi e lo fa anche a costo di restare solo.

Viene come chi non cavalca l’onda dell’entusiasmo o del consenso facile e per questo rifugge ogni pretesa di accaparrarselo dalla propria parte.

Viene come chi non teme di entrare personalmente nell’esperienza della smentita e della sconfitta pur di non recedere dalla sua volontà di restare fedele al Padre e all’uomo, costi quello che costi.

Viene come chi usa parole di perdono verso chi lo maltratta, lo beffeggia e lo inchioda ad una croce.

Viene come chi chiude la sua avventura umana tutto rimettendo nelle mani di quel Padre che interverrà non liberandolo dalla morte ma nella morte.

Viene come chi annuncia che l’ultima parola non è del male né della morte ma della vita e dell’amore.

Così viene il Figlio di Dio e il suo Battesimo è in qualche modo la caparra di ciò che egli vivrà in seguito.

Così vengono i figli di Dio e la loro vita dovrebbe attestare la differenza attraverso uno stile umile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.