Cammini molteplici di santità – Esequie Franco Milano

santiIeri mattina, l’esistenza di Franco ha raggiunto il suo compimento sostenuto e accompagnato dalla moglie Maria che in questi anni si è presa cura di lui. Franco ha conosciuto un’esistenza di prove: è stato abbondantemente associato alla passione del Signore per diversi anni. Persona schiva, riservata.

Noi lo salutiamo nel giorno in cui facciamo memoria di Tutti i Santi. Una festa che ci ricorda come il nostro non sia un Dio per pochi eletti ma il Dio di una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare…Non c’è una razza che possa vantare speciali prerogative su di lui, non c’è una cultura che sia l’unica capace di esprimerlo. Davvero festa dello sconfinamento, quella odierna.

È l’Apocalisse ad attestarcelo, quel libro che altro non è se non lo svelamento di come la storia abbia una trama che ai più sfugge perché presi da una lettura univoca di essa secondo la categoria del riscontrabile, di ciò che appare. In un tempo in cui da parte di molti si leva la voce contro questo tempo che sembra sempre più allontanarsi da Dio, la liturgia viene a sollecitarci ad avere non tanto uno sguardo ottimistico ma uno sguardo di fede. Certo, la storia è segnata da profonde ferite ma non è affidata a un cieco destino di morte.

Questa liturgia, invece, ha il pregio di introdurci in una lettura altra della stessa storia, a partire da una prospettiva più profonda. Ci invita a riconoscere quella santità diffusa, quotidiana che si gioca nella trama recondita delle relazioni più feriali là dove ognuno può diventare per l’altro il segno della accoglienza incondizionata del nostro Dio.

Oggi celebriamo come Dio si manifesta nella molteplicità dei cammini umani: ne sono un esempio le varie espressioni delle Beatitudini. Se la meta è unica, diverso è il cammino che ad essa conduce. Santi diversi tra loro perché in cammino su tracciati diversi. Riscontriamo così come il vangelo non incaselli nessuno in un cliché prestabilito ma favorisca possibilità multiformi.

Un cammino, perciò, possibile a tutti se è vero che il termine “beato” viene coniugato secondo paradigmi molteplici. Non c’è esperienza che possa essere assolutizzata, non c’è percorso che possa essere fissato comunque e per tutti, perché la risposta alla chiamata alla santità è sempre personale ed è legata alle particolari contingenze della vita.

La santità non equivale ad un impossibile cammino di perfezione ma ad una esistenza che poco alla volta si lascia trasformare dalla speranza: non c’è difficoltà o disgrazia che possa impedircelo, se la nostra esistenza trova in Gesù di Nazareth la sua sorgente e la sua meta.

La speranza è quell’atteggiamento che trasfigura dall’interno la nostra esistenza. È quell’atteggiamento di fiducia in Colui che sostiene i nostri passi anche quando ci troviamo confrontati con la nostra stessa fragilità o addirittura quando verifichiamo le nostre inadempienze. È quello stile che induce costantemente a compiere scelte evangeliche senza esigere che siano le scelte di tutti. Essa nasce da una certezza: vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente. All’origine della santità c’è la memoria di un’esperienza d’amore. Non c’è tribolazione, angustia o giudizio storico che possa farci dubitare di lui e della fedeltà del suo amore. Perché esso è un credito accordato in anticipo: prima ancora che noi potessimo riconoscerlo e accoglierlo. È questo amore ricevuto gratuitamente, senza aver fatto nulla per meritarlo, che trasfigura poco alla volta la nostra esistenza.

La radice, il cuore dell’esistenza cristiana non risiede in una morale o nel vivere secondo determinati valori, pure importanti. Non risiede neppure nello studio di un testo sacro come può essere la stessa Parola di Dio. Non sta, inoltre, neanche nel suo aspetto di solidarietà: è solo chi ha provato un grande amore su di sé, una tenerezza incondizionata che può a sua volta generare un amore smisurato. A partire da questa esperienza tutto è spiegabile: una vita dedita alla contemplazione come un’esistenza spesa a vantaggio dei più poveri, il coraggio di chi affronta la persecuzione come la disponibilità a donare tutto, la sofferenza in un letto di dolore come è stato per Franco e la capacità di andare a portare il Vangelo in una terra che non ha ancora conosciuto il Signore.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.