Nel “frattempo” – 100 anni di Serafina Ormando

IMG_4761È davvero un dono di grazia poterci ritrovare attorno all’altare e benedire il Signore per i 100 anni di Ninina insieme a tutta la sua famiglia. Anni vissuti con spirito di fede, circondata dall’affetto dei suoi cari. I ricordi vanno agli anni della mia infanzia quando la vedevo in chiesa pressoché quotidianamente, seduta a metà navata.

Il Signore non poteva farci dono più bello, per questa circostanza, della Parola di questo giovedì.

A ciascuno di noi è affidato un compito e una sfida: fare di ogni giorno il tempo opportuno per riconoscere le continue visite di Dio. Questa è la nostra certezza ed è ciò su cui si fonda la nostra fede: Dio si fa continuamente presente alla nostra vita nelle forme che egli desidera. Tuttavia, se possiamo essere certi della sua presenza, non scontata è la nostra capacità di riconoscerlo.

Proprio perché noi non conosciamo il tempo e il modo in cui egli ci visita, siamo sollecitati a mantenerci aperti e disponibili. Noi siamo fatti per Dio e il tempo dell’attesa non lo si può vivere in un modo o in un altro: il modo evangelico di attendere è quello dispiegato secondo un’accoglienza calorosa, una risposta pronta, il cuore illuminato ed acceso e le mani intente al servizio reciproco.

Il tempo che ci è donato – poco o tanto che sia – è l’occasione perché si manifesti la nostra personalità più vera. Siamo servi fidati se nel “frattempo” siamo uomini che danno e non prendono, servono e non si fanno servire. Quando però perdiamo la memoria di ciò che abbiamo ricevuto finiamo per ritenerci i padroni indiscussi della nostra e dell’altrui esistenza. Ed è un rischio tutt’altro che remoto. A salvarci da ubriacature e dalle indigestioni di una eccessiva concentrazione su noi stessi è solo la capacità di rendere grazie per quello che siamo e per quello che abbiamo. Non c’è riconoscenza là dove non c’è riconoscimento. È questa la grazia da invocare: la capacità di riconoscere che la nostra vita è cara a Dio ancor prima che a noi. E la gratitudine è quel sentimento di chi riconosce di essere debitore e non teme di rimanere tale, senza la pretesa di estinguere il debito con una parola o con chissà quale oggetto. È il sentimento proprio di chi non vuole raggiungere il pareggio ma si lascia introdurre in una restituzione che coinvolge ogni uomo.

Ma che cos’è che può far maturare in noi il senso del riconoscimento e della gratitudine?

Anzitutto la semplicità, cioè uno sguardo pulito che sa cogliere le cose nella giusta luce. Imparare a lasciarsi toccare dall’amore e riconoscerlo.

Poi la consapevolezza di essere poveri. La vita non mi appartiene, mi è donata perché io la condivida. Che cos’altro vorrebbe creare in noi il pregare al mattino, se non il permanere in questa consapevolezza? Ti è donato immeritatamente un nuovo giorno di vita. Solo chi sta così nella vita non si appropria mai dell’altro ma lo serve con rispetto e simpatia. Solo questa consapevolezza sa essere grata per la varietà e l’originalità con cui Dio ha dato l’esistenza a ogni uomo.

Infine una memoria capace di custodire. Imparare a conservare ogni cosa in maniera costruttiva. E così la sera non mancheranno motivi per rendere grazie a Dio ma anche a chi vive con noi, a quelli che abbiamo incontrato, a chi si è fatto compagno di cammino, a volte senza saperlo.

Se non diserteremo la scuola del riconoscimento e della gratitudine, i nostri occhi non si spegneranno e saremo in grado di vivere il giusto rapporto con tutto ciò che esiste.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.