Imparare a scegliere – XVII domenica del T.O.

tesoroArrivare a possedere una perla di grande valore… chi non lo vorrebbe? Quante le realtà che potrebbero essere equiparate a una perla dal valore inestimabile! Dal possedere un oggetto prezioso al costruire una relazione affettiva che risponda al proprio sogno, dal raggiungere una stabilità economica all’avere un ruolo di prestigio, dal conseguire una certa competenza professionale alla gioia di sapersi amati da qualcuno: sono solo alcuni degli ambiti che potrebbero essere equiparati al possesso di un tesoro prezioso o di una perla di grande valore per cui lottare alacremente nel conseguirlo e da custodire gelosamente. Cosa non si farebbe pur di ottenere un tale risultato!

Forse la storia di ognuno di noi, come del resto la storia dell’umanità tutta, potrebbe essere letta a partire dalla ricerca della propria perla preziosa e, talvolta, del suo smarrimento. Che cos’è, infatti, il sentirsi attratti da qualcosa (a volte del tutto imprecisato) che mette in circolo le nostre migliori energie o il volersi di nuovo mettere in gioco magari dopo esperienze negative, se non il bisogno di trovare qualcosa a cui legare la propria esistenza?

Non potrebbe essere diversamente: creato a immagine e somiglianza di Dio, l’uomo è interiormente animato a cercare ciò che solo può soddisfare la sua profonda fame di senso. La vita potrebbe essere letta come una graduale scoperta di ciò per cui egli è fatto per davvero. “Tu non mi cercheresti se non mi avessi già trovato”.

Non poche volte, però, accade che proprio ciò che è ardentemente desiderato sia anche quello che più subisce ostacoli di varia natura. Talvolta si tratta di ostacoli esterni a noi, altre volte, invece, si tratta di freni interni a noi per cui finiamo per trascorrere la vita come se non ne varcassimo mai la soglia preferendo così non affrontare mai nulla. Come si fa, infatti, ad investire su qualcosa senza la certezza di un buon risultato? Meglio perseguire mete raggiungibili senza troppo dispendio di energie, meglio la sicurezza immediata del piccolo cabotaggio. E così la vita trascorre o all’insegna dell’annaspamento o dell’immobilismo.

Ora, sappiamo per esperienza che c’è perla e perla, non tutte si equivalgono: alcune hanno il fascino dell’apparire ma non possiedono nessuna consistenza o, se ce l’hanno, non è per nulla durevole. Nasce qui l’attitudine al discernimento mediante il quale è possibile imparare a vagliare le varie proposte della vita. Che cos’è ciò per cui vale davvero la pena investire l’intera esistenza? Una cosa vale l’altra? Una scelta vale l’altra?

È qui che entra in gioco il Signore, il quale si paragona non anzitutto a un tesoro trovato ma a un tesoro che si lascia trovare: è il tesoro che trova me! Quante volte Dio si è posto sui nostri passi! Quante volte Dio si è nascosto nelle pieghe di certe nostre intuizioni come nella testimonianza sincera di uomini e donne che hanno lasciato tutto pur di restare strettamente legati a lui! Quante volte ci ha visitato mediante un’inquietudine o, forse, attraverso un momento di gioia e di luce! Che cosa mi ha impedito di riconoscerlo? Ma io mi lascio trovare? Già: se questo accade, nulla è più come prima. Lo sa bene il re Salomone il quale, una volta ottenuto il potere, non chiede benessere e sicurezza terrena, bensì un cuore docile, ovvero un cuore capace di ascolto, l’unico che porta non già a decidere ciò che è bene e ciò che è male, ma a discernere il bene dal male. Non tocca a me, infatti, stabilire ciò che è bene e ciò che è male: mio compito è quello di lasciarmi guidare dalla perla preziosa che è l’incontro con il Signore Gesù nel compiere scelte secondo il vangelo.

Per poter riconoscere il tesoro che si lascia trovare da me, è necessaria la sapienza, la sola che fa sì che di giorno in giorno noi possiamo scoprire nel terreno della nostra vita ciò che Dio ha seminato di tanto prezioso. La sapienza è proprio l’arte di tenere insieme ciò che a prima vista sembrerebbe inconciliabile. Essa, infatti, è la capacità di tenere insieme le ragioni di Dio e le ragioni dell’uomo, il modo in cui Dio si rivela e il modo in cui l’uomo è in grado di riconoscerlo e accoglierlo, le decisioni da prendere e la gradualità dei passi dell’uomo. Il sapiente è colui che continuamente riparte, di nuovo ricomincia, sempre persevera: egli è colui che pur sperimentando sulla sua pelle il peso della propria debolezza, da tutto si lascia ammaestrare e perciò non rifiuta mai l’invito di imparare a crescere.

È della sapienza saper usare la rete del vangelo che nulla disprezza e tutto trattiene raccogliendolo.

È della sapienza scegliere di stare dalla parte del vangelo senza conoscere l’impazienza degli sradicatori.

È della sapienza la capacità di andare sempre oltre senza mai assolutizzare obiettivi raggiunti e opere realizzate.

È della sapienza giungere a ritenere di non aver bisogno di altro se non di Gesù Cristo, di fronte al quale ogni altra cosa è solo spazzatura (Fil 3,8).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.