Degni di fiducia – Mercoledì XIV settimana del T.O.

apostoliNel vangelo secondo Matteo, Gesù costituisce il gruppo dei Dodici solo dopo che sono già accadute certe cose, non prima, quasi intravedesse il rischio di ridurre l’essere apostoli all’esercizio di un ruolo e perciò di un potere. Gesù ha già pronunciato il discorso della montagna e ha già compiuto non pochi gesti sui più bisognosi: ha constatato la realtà attraverso le beatitudini e l’ha assunta attraverso le guarigioni. Collocare qui la costituzione dei Dodici significa che essi sono pensati come prolungamento di uno sguardo privilegiato sui piccoli e  sui poveri.

Il gruppo dei Dodici annovera sin dall’inizio il vulnus, il limite, la fragilità. Giuda non è scelto a caso o per sbaglio dal Signore. Pur scelto dal Signore non sarà mai un “gruppo scelto”, immune da debolezze e imperfezioni. La presenza di Giuda attesta come l’abbandono e il tradimento siano parte integrante dello stesso annuncio evangelico, perché come ha fatto il Signore possa fare anche l’apostolo qualora un suo compagno lo abbandoni o lo tradisca. L’impurità, ancor prima che essere un elemento esterno da scacciare, è una realtà presente nel cuore stesso dell’inviato. È la vicinanza di Dio a persone limitate e imperfette che può mettere in atto un itinerario di conversione. Tale vicinanza il Maestro la attesterà fino alla fine nei confronti dell’impurità del traditore nella ferma speranza che egli possa ravvedersi. Il vangelo si annuncia e diventa esperienza di salvezza allorquando si ha la forza di continuare ad attestare la vicinanza di Dio proprio a ciò che porta il carattere della fragilità. È questa vicinanza che lo rende credibile: sarà così per Pietro, sarà così per Tommaso, per i due di Emmaus e per tutti coloro che accetteranno intento ad aver cura per il loro limite

“Strada facendo…”: il vangelo si annuncia non dall’alto di una cattedra quasi fosse un insegnamento ma nella condivisione di un cammino che sa di polvere calpestata e di mete condivise, sa di fatiche sostenute nell’affrontare un viaggio, sa di ostacoli affrontati, sa di possibili deviazioni lungo il percorso. Non la cattedra, dunque, ma la strada, non lo sguardo dall’alto in basso, ma l’umile affiancarsi nei percorsi che l’uomo di ogni tempo intraprende.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.