Dal lamentarsi al riconoscere – Martedì XIV settimana del T.O.

messe1Un giorno – lo ricorderete – aveva incontrato ad un pozzo una donna di Samaria alla quale aveva svelato il suo vero volto di Messia. Un incontro impensabile con una donna le cui condizioni non erano certo le più idonee a poter ricevere una tale rivelazione. E, ai discepoli che erano piuttosto stupiti del suo intrattenersi a parlare con una donna, appunto, Gesù aveva rivolto delle parole che credo siano il retroterra della nostra pagina evangelica: Levate i vostri occhi e guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. E mancavano ancora quattro mesi, perciò si era d’inverno.
La messe è molta… Mi pare indichi un primo passaggio da compiere: dalla lamentela al riconoscimento, dal lamentarsi di ciò che manca al riconoscere ciò che c’è già.
A noi è chiesto di partecipare della sua stessa capacità di guardare il mondo, la storia, gli altri. La messe richiama il raccolto, non la semina: c’è una umanità, sembra dire Gesù, che attende con impazienza uomini e donne capaci di cogliere le sue istanze più vere. Là dove saremmo portati a vedere solo impossibilità e incapacità ci sono già i segni del nuovo. Occhio ai germogli, dunque.
L’annuncio che siamo chiamati a portare deve essere coniugato con la capacità di riconoscere tutto ciò che di evangelico c’è già nella vita della gente. In quella donna di Samaria mancava forse una vita morale (5 mariti più 1) ma non certo il desiderio di una pienezza di vita.
La messe indica qualcosa che c’è già e che va riconosciuto. Come guardo a questo mio mondo, a questa mia vita? Sono capace di riconoscere i germogli teneri, fragili, forse, che nondimeno già annunziano il nuovo che anela a nascere?
A noi tentati di guardare la realtà dal punto di vista di ciò che manca, Gesù consegna l’invito a farci esploratori di quella ricerca del nuovo che attraversa le pieghe della storia.
Al dire di Gesù non manca il raccolto ma operai che sappiano riconoscerlo. Questo deve farci pensare e non poco: mancano uomini e donne che riescano ad andare in profondità, là dove si annidano i desideri più veri dei loro fratelli. E non è una questione soltanto di vocazioni alla vita consacrata o sacerdotale. È qualcosa che riguarda tutti quanti noi. Pregare il padrone della messe: ciò che manca è gente in grado di accompagnare i travagli, le nascite, di portare a gestazione mondi ancora inesplorati ma non per questo irrealizzabili.
La sensazione è che a volte abbiamo sovvertito il vangelo. Noi affermiamo proprio il contrario di quello che dice Gesù: il mondo è diventato un deserto, si sta scristianizzando, il lavoro da fare è proprio tanto. No – dice Gesù – la messe è molta. C’è tanto da raccogliere. Il problema è che non abbiamo più occhi per riconoscere il raccolto già abbondante. Nel vangelo non si parla di “lavoro” ma di “messe”. Certo che per raccogliere bisogna lavorare, ma l’accento non è posto sulla fatica del lavoro ma sull’abbondanza della messe. Simbolicamente si tratta di una immagine che indica le speranze dell’umanità. Gesù vuole aiutarci a cogliere come tra gli uomini del nostro tempo, covino attese, fioriscano prospettive, nascano valori che vanno percepiti, capiti, aiutati ad emergere, coltivati. Noi, invece cosa affermiamo? Come sono distanti da Dio! Non così Gesù: il regno di Dio è vicino. Si tratta proprio di uno sguardo diverso. Là dove tutti rimarcano storture e disfacimento, Gesù segnala il nascere, lo spuntare di una nuova mentalità.
Gli operai che s’accontentano di gestire le cose del quotidiano non mancano. Mancano quelli capaci d intuire con profondo discernimento le attese di un popolo, che sanno guardare lontano, che sanno indicare una meta, scrutare l’orizzonte.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.