Continua ad aver fiducia – V Domenica di Pasqua

gesù ponte1Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto…

Se non sapessimo da dove sono tratte queste parole, potremmo a buon diritto metterle sulle labbra di un innamorato deluso che dice alla sua amata: ma come? Ancora non mi conosci? Abbiamo condiviso tante cose insieme e tu non sai chi sono?

Chissà cosa deve aver patito il Signore Gesù nel toccare con mano – proprio alla vigilia della sua passione – che i suoi sforzi di formare quegli uomini che si era scelti sembravano risultare vani!

Le sento rivolte a me queste parole di Gesù, a me che mi professo suo discepolo, a me che mi vanto di appartenergli e che forse, ahimè, non ho ancora imparato a scoprire che cosa gli stia davvero a cuore. Vorrei sentire che almeno una volta quella sua delusione mi raggiunga e mi tocchi nel più profondo del cuore ed essere capace di rileggere tanti aspetti del mio rapporto con lui senza dare nulla per scontato.

Verosimilmente i discepoli – così come accade a ogni uomo che pure vive relazioni non banali – si erano abituati ad averlo con sé e più non si chiedevano che cosa davvero egli rappresentasse per loro, cosa significasse fino in fondo quella comunione di vita, di che cosa fosse segno il suo parlare e il suo agire. Facevano fatica a credere che mediante le sue azioni Dio stesso si rivelava loro.

Quella sera, dopo la cena, l’ultima, quando sapeva che cosa si stava tramando contro di lui, lui non era preoccupato per la sua sorte ma per quella dei suoi. A prevalere non era il rammarico o il rimpianto ma la preoccupazione per loro che temevano di essere stati buggerati.

Se no vi avrei mai detto…? Sono le parole umanissime, amichevoli di chi sa mettersi nei panni increduli di chi fa fatica a misurarsi con promesse che sembrano sfuggire alla propria presa. Sono le parole proprie di chi ama: non mi sono preso gioco di te!

Gli stava a cuore il loro turbamento: glielo aveva letto sul volto, esperto com’era egli stesso di turbamenti. Solo pochi versetti prima, infatti, vedendo approssimarsi la sua ora aveva esclamato: ora l’anima mia è turbata.

A loro intristiti per aver detto che li avrebbe lasciati, consegnava quelle parole che restituiscono la possibilità di vivere nella pace quando si è consapevoli che la vita non è incamminata verso il baratro e tantomeno verso una smentita. La vita è incamminata verso un luogo che coincide con una persona: il Padre.

Vero. A far la differenza nella vita di ciascuno di noi non è l’essere in un luogo piuttosto che in un altro ma l’essere con qualcuno, il sapere che quella persona c’è, l’essere consapevoli che a quella persona sta a cuore quello che io sono come quello che io faccio, sapere di essere nel cuore di qualcuno. Per questo Gesù, dopo aver invitato i discepoli a non far sì che il cuore cada in preda al turbamento, dice loro: abbiate fede… Immediatamente ci verrebbe di pensare che quell’invito a credere possa essere letto come una sorta di assicurazione che nessun imprevisto accadrà nella loro vita. Sappiamo, invece, che non sarà così.

Abbiate fede…

Tu continua ad aver fiducia… anche se il Maestro sta per andarsene. Continua ad aver fiducia… anche se lo scandalo del rinnegamento di Pietro non tarderà ad essere manifesto. Continua ad aver fiducia… anche se le tue fragilità non poche volte hanno il sopravvento sulle tue migliori intuizioni. Continua ad aver fiducia… la misericordia di Dio è in grado di stupirti ancora, non nonostante tutto ciò ma proprio attraverso tutto ciò che sta per accadere. Era la consegna di quella sera: è la consegna di ogni sera in cui le tenebre sembrano avere il sopravvento su di noi.

Continua ad aver fiducia… sei nelle mani di Dio. E se talvolta dovesse accadere di sentirlo assente, ricorda che egli sta continuando a prendersi cura di te: sta lavorando per prepararti un posto!

Come possiamo conoscere la via?

Non ripetendo formule religiose ma facendo nostra la via intrapresa dal Signore Gesù, la via della croce, la via, cioè, di chi è consapevole che la fede non muta miracolosamente le situazioni ma nutre il discernimento, orienta le scelte, permette nuove decisioni facendo emergere risorse inaspettate. È la via intrapresa da chi sa che la crisi invece di ostacolare il proprio cammino lo rinvigorisce ridandogli un senso nuovo. È la via di chi è consapevole che il Signore edifica e crea cose nuove con tutto ciò che noi abitualmente scarteremmo, se è vero che proprio la pietra scartata dagli uomini è risultata preziosa davanti a Dio.

La nostra fede nella Pasqua del Signore ci consente di vivere con questo sguardo e con questo respiro: Dio è all’opera proprio dove meno ci aspetteremmo di incontrarlo. Tu continua ad aver fiducia…

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