La non evidenza della fede – Omelia III Domenica di Avvento

beato chi non si scandalizza di meCapita a tutti, specialmente quando si sono investite energie e speranze su qualcuno, di essere attraversati da una domanda che traduce quasi un senso di sconfitta: “e se avessi sbagliato a fidarmi di lui?”. È la stessa domanda che il Battista si pone nel buio di una cella: aveva scelto di vivere per Dio ogni istante tanto da cercarlo a lungo nell’esperienza del deserto e da riconoscerlo presente e all’opera nel Maestro di Nazaret. Ora, però, un oscuro terrore lo assale: “mi sono sbagliato su colui che ho presentato come l’agnello di Dio?”.

Quella di Giovanni è una domanda affatto scontata e traduce la statura di chi se la pone. Infatti, con questo suo interrogarsi, non getta discredito su chi egli aveva indicato ma sul suo modo personale di immaginarlo. Un passaggio di grande maturità e di notevole spessore: se, infatti, non avesse messo in conto di dover forse rivedere le sue attese, di certo non avrebbe inviato un’ambasceria da Gesù per chiedere luce sul suo conto. Anche in un frangente drammatico, Giovanni si dice disposto a riconsegnarsi a Gesù, rimette se stesso nelle sue mani.

In genere, quando arriviamo alla conclusione di aver sbagliato a fidarci di qualcuno, scegliamo la via più breve, quella di imputare all’altro la responsabilità di non essere stato all’altezza delle nostre aspettative. Giovanni non giunge a delle conclusioni affrettate e per questo, pur avendone tutti i motivi per farlo, non si confeziona risposte a misura delle proprie idee e dei propri desideri. Chiede solo di essere aiutato a capire.

Alla domanda di Giovanni, Gesù non risponde con un sì o con un no: gli chiede, invece, di accettare che Dio non si manifesti esercitando in modo irresistibile il suo potere, ma restituendo dignità a chi ne è privo. Dio regna quando i marginali sono al centro e non già quando i nemici sono sconfitti!

Per questo Gesù aggiunge: ‘E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!’. I segni non si impongono mai per la loro evidenza: infatti, non si giunge alla fede in modo deduttivo e matematico ma attraverso un percorso fatto di ascolto e di disponibilità a sintonizzarsi sui passi che Dio intraprende per visitarci. Per chi non si ostina a rimanere ancorato alle proprie aspettative, tutto diventa segno di Dio, tutto assume un carattere sacramentale, persino quello che più ne celerebbe l’opera. Si giunge alla fede non eliminando lo scandalo ma assumendolo come luogo di rivelazione, parola attraverso la quale Dio si manifesta. Dio conferisce diritto di cittadinanza all’esperienza della fragilità: a noi il compito di riconoscerla e accoglierla.

A questo proposito, gli uomini potrebbero essere divisi in due categorie: coloro che continuamente si lasciano rigenerare da ciò che accade davanti ai propri occhi e coloro che, invece, non si aspettano più nulla, preferendo rimanere immobili sulle loro posizioni: De Gregori direbbe, ‘l’anima in riserva e il cuore che non parte’. A quale categoria appartengo?

La grandezza di Giovanni consiste proprio nella capacità di mutare sguardo e attese, arrendendosi all’accadere della vita. È quella che in altre circostanze abbiamo definito come docibilità, ossia come disponibilità a lasciarsi ancora educare. La fede, infatti, è un percorso mai concluso che richiede tanta pazienza. Limiti, ostacoli, intralci non sono materiale di scarto ma occasione per affinare la nostra capacità di attesa. Dio stesso ha scelto di rivelarsi attraverso la fragilità di un bambino e l’impotenza di un adulto messo in croce, a testimonianza che anche la nostra fragilità e la nostra debolezza sono parole da cui lasciarsi ammaestrare.

L’atteggiamento più idoneo è quello dell’agricoltore che riesce a pazientare intravedendo già il frutto maturo che potrà raccogliere solo dopo un tempo congruo di macerazione del seme.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.